
Sant'Oliviero Plunkett
Vescovo · 1625-1681
Vescovo e martire, primate di tutta l'Irlanda, professore di teologia a Roma
Sant'Oliviero Plunkett fu arcivescovo di Armagh e primate di tutta l'Irlanda. Dopo anni di persecuzione ricostruì la Chiesa nella sua patria e, accusato falsamente di alto tradimento, morì martire a Londra. La Chiesa lo ricorda il 1º luglio.
Nacque il 1º novembre 1625 a Loughcrew, nella contea di Meath, da John Plunkett e Thomasina Dillon. In Irlanda l'istruzione cattolica era allora proibita, perciò lo istruì privatamente un parente, Patrick Plunkett, abate a Dublino e in seguito vescovo. Nel 1647 giunse a Roma con alcuni altri candidati al sacerdozio, sotto la guida dell'oratoriano Pier Francesco Scarampi. Entrò nel Collegio Irlandese e studiò filosofia e teologia al Collegio Romano dei gesuiti.
Fu ordinato sacerdote a Roma il 1º gennaio 1654. La persecuzione che, dopo l'invasione di Cromwell, aveva lasciato l'Irlanda quasi senza vescovi gli impediva di tornare. Per tre anni prestò servizio con gli oratoriani presso la chiesa di San Girolamo della Carità e visitò i malati nell'ospedale di Santo Spirito. Dal 1657 insegnò per dodici anni teologia nel Collegio di Propaganda Fide e rappresentò a Roma i vescovi irlandesi.
Nel 1669 Clemente IX lo nominò arcivescovo di Armagh e primate di tutta l'Irlanda. Ricevette la consacrazione episcopale a Gand e nel 1670 giunse nell'arcidiocesi. Convocò sinodi, visitò le diocesi, cresimò migliaia di fedeli e vigilò sui costumi del clero. A Drogheda fondò una scuola affidata ai gesuiti, alla quale mandavano i figli perfino i non cattolici. Convinse inoltre fuorilegge armati a deporre le armi. Quando alla fine del 1673 la persecuzione riprese vigore, non abbandonò i fedeli e per sei mesi si nascose nei boschi e sui monti.
Nel 1678 a Londra fu divulgata un'inventata «congiura papista». L'arcivescovo fu arrestato nel dicembre 1679. Benché nelle sue carte non si fosse trovato nulla di compromettente, deposero contro di lui falsi testimoni, tra cui alcuni ecclesiastici che egli aveva in passato ripreso. Il processo a Dundalk fallì perché gli accusatori non si presentarono. Nel 1680 fu trasferito nel carcere di Newgate a Londra e nel giugno 1681 fu condannato per alto tradimento all'impiccagione e allo squartamento. Accolse la sentenza con le parole «Deo gratias».
Fu giustiziato a Tyburn il 1º luglio 1681 secondo il calendario giuliano, allora in uso in Inghilterra. Sotto la forca perdonò a tutti coloro che avevano avuto parte nella sua morte e professò fino alla fine la fede cattolica. Nel 1883 le sue reliquie furono traslate da Lamspringe, in Germania, all'abbazia di Downside, in Inghilterra, mentre il capo del martire è venerato a Drogheda.
Benedetto XV lo beatificò nel 1920 e Paolo VI lo canonizzò il 12 ottobre 1975, presentandolo come modello di riconciliazione. Alla canonizzazione partecipò il cardinale Karol Wojtyła, che, divenuto Giovanni Paolo II, ricordò a Drogheda nel 1979 che il santo aveva predicato il perdono e non aveva mai giustificato la violenza.