Santi Andrea Kim Taegŏn, Paolo Chŏng Ha-sang e compagni
Martiri, chierici e laici, vittime delle persecuzioni in Corea nel XIX secolo
I santi Andrea Kim Taegŏn, Paolo Chŏng Ha-sang e compagni sono 103 martiri uccisi per la fede in Corea tra il 1838 e il 1867. Il Martirologio Romano annovera tra loro tre vescovi e otto sacerdoti; gli altri erano laici: sposati e non sposati, anziani, giovani e fanciulli. La Chiesa li ricorda insieme il 20 settembre.
Alla fine del XVIII secolo alcuni studiosi coreani cominciarono a studiare libri cristiani portati dalla Cina, e nel 1784 uno di loro ricevette il battesimo a Pechino. Giovanni Paolo II sottolineava che questa comunità, unica nella storia della Chiesa, fu fondata soltanto da laici. Per mezzo secolo i fedeli ebbero solo due sacerdoti venuti dalla Cina, e per breve tempo. Temendo influenze straniere, le autorità perseguitarono i cristiani negli anni 1791, 1801, 1827, 1839, 1846 e 1866. In meno di cento anni furono uccisi circa diecimila fedeli.
Paolo Chŏng nacque nel 1795. Nel 1801 furono uccisi suo padre Agostino Chŏng Yak-jong e il fratello maggiore Carlo, oggi beati. Il Martirologio dice che Paolo guidò la comunità per vent'anni in tempo di persecuzione. Molte volte si recò a Pechino per chiedere sacerdoti, e con Agostino Yu Chin-gil e altri scrisse per questo al Papa. Nel 1831 Gregorio XVI eresse in Corea un vicariato apostolico.
Nel 1836 giunsero i primi missionari della Società per le Missioni Estere di Parigi. Paolo aiutò a far entrare nel paese il vescovo Lorenzo Imbert, che voleva ordinarlo sacerdote. Durante la persecuzione del 1839 Paolo scrisse per i funzionari una difesa della fede. Fu arrestato con la madre Cecilia Yu So-sa e la sorella Elisabetta. Il vescovo Imbert e i sacerdoti Pietro Maubant e Giacomo Chastan si consegnarono spontaneamente ai persecutori per salvare i fedeli; furono decapitati il 21 settembre. Il giorno seguente furono decapitati Paolo e Agostino Yu.
Andrea Kim proveniva da una famiglia di molti martiri; suo padre Ignazio Kim Che-jun fu ucciso nel 1839. Nel 1836 padre Maubant mandò il quindicenne Andrea a studiare a Macao. Nel 1845 fu ordinato sacerdote a Shanghai. Tornò in patria e visitava di nascosto le comunità. Nel 1846, mentre cercava una via marittima per altri missionari, fu arrestato. Alla domanda se fosse cattolico, rispose di sì. Fu decapitato il 16 settembre 1846 a Saenamteo, sul fiume Han; aveva 25 anni.
Nel 1866 furono uccisi i vescovi Simeone Berneux e Antonio Daveluy, cinque sacerdoti francesi e molti laici. Il più giovane dei 103 santi fu il tredicenne Pietro Yu Tae-ch'ŏl, figlio di Agostino Yu. Pio XI beatificò 79 martiri nel 1925, tra cui Andrea e Paolo, e Paolo VI altri 24 nel 1968. Giovanni Paolo II li canonizzò tutti a Seul il 6 maggio 1984. Hanno una propria memoria anche Agostino Yi Kwang-hŏn e compagni il 24 maggio, Francesco Ch'oe Kyŏng-hwan il 12 settembre e Cecilia Yu So-sa il 23 novembre.