Sant'Apollinare di Gerapoli

Vescovo

Vescovo di Gerapoli in Frigia, apologista

Sant'Apollinare fu uno dei vescovi più eminenti del II secolo. Fu autore di un'apologia, cioè di una difesa della religione cristiana, che indirizzò all'imperatore Marco Aurelio. Poco prima l'imperatore aveva ricevuto la notizia della vittoria sui Quadi, popolo pagano stanziato nell'odierna Moravia. Una delle legioni imperiali, la dodicesima, era composta principalmente da cristiani. Quando l'esercito stava morendo di sete, i soldati di quella legione caddero in ginocchio e cominciarono a chiedere aiuto a Dio. Subito cadde la pioggia e le truppe, aiutate dalla tempesta, sconfissero i Germani. L'imperatore diede alla dodicesima legione il soprannome di «Fulminante» e ne limitò la persecuzione.

Proprio per proteggere i suoi fedeli dalle persecuzioni, sant'Apollinare, allora vescovo di Gerapoli in Frigia, indirizzò all'imperatore l'apologia, chiedendogli protezione e ricordandogli la grazia che aveva ottenuto da Dio per le preghiere dei cristiani. Marco Aurelio pubblicò un editto con cui proibiva a chiunque, pena la morte, di accusare i cristiani a causa della loro religione. La data della morte di sant'Apollinare non è nota; probabilmente il vescovo rese l'anima a Dio prima dell'imperatore, che morì nell'anno 180.