Santa Teresa Benedetta della Croce
Suora · 1891-1942
Vergine e martire, filosofa, carmelitana, compatrona d'Europa
Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, fu una filosofa di origine ebraica che, dopo anni di ricerca della verità, ricevette il battesimo, entrò tra le carmelitane scalze e fu uccisa ad Auschwitz. La sua memoria liturgica ricorre il 9 agosto, anniversario della sua morte.
Nacque il 12 ottobre 1891 a Breslavia (oggi Wrocław), allora in Germania, ultima degli undici figli di una famiglia ebrea, nel giorno in cui la famiglia celebrava lo Yom Kippur. Il padre, commerciante di legname, morì quando lei era ancora piccola. Benché la madre l'avesse educata religiosamente, da adolescente Edith smise consapevolmente di pregare.
Studiò germanistica e storia a Breslavia e, dal 1913, filosofia a Gottinga con Edmund Husserl. Durante la prima guerra mondiale prestò servizio come infermiera in un ospedale da campo austriaco. Nel 1916 conseguì a Friburgo il dottorato in filosofia e fino al 1918 fu assistente di Husserl. Nell'estate del 1921, a Bergzabern, lesse in una sola notte l'autobiografia di santa Teresa d'Avila. Quando ebbe finito, disse a sé stessa: «Questa è la verità». Il 1º gennaio 1922 ricevette il battesimo.
Poi, fino al 1931, insegnò nella scuola e nell'istituto magistrale delle suore domenicane a Spira e tenne conferenze, soprattutto sulla questione femminile. Dal 1932 insegnò in un istituto di pedagogia a Münster, ma nel 1933 le leggi naziste contro gli ebrei le tolsero questo lavoro. Il 14 ottobre 1933 entrò nel Carmelo di Colonia e nell'aprile 1934, alla vestizione, prese il nome di Teresa Benedetta della Croce. L'opposizione della madre a questa strada le causò un profondo dolore.
In monastero portò a termine la sua opera principale, «Essere finito e essere eterno», che allora non fu più possibile pubblicare. L'ultimo giorno del 1938, mentre cresceva la persecuzione degli ebrei, fu trasferita al Carmelo di Echt, nei Paesi Bassi. Nel testamento del 1939 scrisse di accettare fin d'ora con gioia la morte che Dio le aveva destinato. A Echt lavorò a uno studio su san Giovanni della Croce, «La scienza della Croce», rimasto incompiuto.
I vescovi olandesi protestarono pubblicamente contro la deportazione degli ebrei e per rappresaglia gli occupanti colpirono anche i cattolici di origine ebraica. Il 2 agosto 1942 la Gestapo prelevò dal monastero di Echt Edith e sua sorella Rosa, anch'essa cattolica. Uscendo, Edith le disse: «Vieni, andiamo per il nostro popolo». Attraverso i campi di Amersfoort e Westerbork furono portate entrambe ad Auschwitz, dove il 9 agosto 1942 morirono in una camera a gas.
Giovanni Paolo II la beatificò come martire il 1º maggio 1987 a Colonia e l'11 ottobre 1998 a Roma la proclamò santa. Disse allora che, celebrandone ogni anno la memoria, occorre ricordare anche la Shoah. Il 1º ottobre 1999 la proclamò, insieme a santa Brigida di Svezia e a santa Caterina da Siena, compatrona d'Europa.