Santa Scolastica

Suora

Vergine, monaca, sorella di san Benedetto da Norcia

Santa Scolastica fu la sorella di san Benedetto da Norcia, consacrata a Dio fin dall'infanzia. Tutto ciò che sappiamo di lei proviene da due brevi capitoli dei Dialoghi di san Gregorio Magno, che descrisse l'ultimo incontro tra i due fratelli e la morte di lei. La Chiesa la ricorda il 10 febbraio.

Visse in Italia alla fine del V secolo e nella prima metà del VI. Gregorio, che scriveva alcuni decenni dopo la sua morte, non indica né l'anno della sua nascita, né i nomi dei genitori, né il luogo in cui abitava; la chiama monaca, donna consacrata a Dio. La tradizione aggiunge che nacque a Norcia intorno al 480, che era gemella di Benedetto e che si stabilì a Piumarola, ai piedi di Montecassino, dove avrebbe guidato una comunità di monache. Gregorio non ne fa parola.

Il papa scrive che una volta all'anno Scolastica faceva visita al fratello. Benedetto allora scendeva da lei in una proprietà del monastero, poco fuori dalla porta. All'ultimo incontro venne con i suoi discepoli. Trascorsero l'intera giornata nella lode di Dio e in santi colloqui e, quando scendeva la sera, si misero insieme a tavola.

La conversazione si protrasse fino a tardi. Scolastica pregò il fratello di non lasciarla quella notte e di parlare fino al mattino delle gioie della vita celeste. Benedetto rispose che non poteva in alcun modo rimanere fuori dal monastero. Il cielo era allora del tutto sereno. Scolastica intrecciò le mani sulla tavola, vi posò il capo e pregò tra le lacrime. Quando lo rialzò, scoppiò un temporale con fulmini e una pioggia così violenta che né Benedetto né i suoi fratelli poterono varcare la soglia.

Rattristato, Benedetto domandò: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella. Che cosa hai fatto?». Ella rispose: «Ho pregato te e non hai voluto ascoltarmi. Ho pregato il mio Signore e mi ha ascoltata». Vegliarono dunque insieme tutta la notte e si confortarono a vicenda conversando di cose spirituali. Gregorio spiega l'accaduto con le parole di san Giovanni, secondo cui Dio è amore: poté di più colei che amò di più.

Il giorno seguente Scolastica tornò alla sua cella e Benedetto al monastero. Tre giorni dopo, mentre stava nella sua cella, alzò gli occhi e vide l'anima della sorella salire al cielo in forma di colomba. Rese grazie a Dio con inni, annunciò ai fratelli la morte di lei e li mandò a prendere il corpo. Lo fece deporre nel sepolcro che aveva preparato per sé a Montecassino. Coloro le cui anime erano sempre state una cosa sola in Dio, scrive Gregorio, non furono separati nemmeno dalla tomba. Non conosciamo l'anno della sua morte: la tradizione indica il 543 oppure il 547.

Scolastica è venerata come santa fin dall'alto Medioevo, molto prima che fosse stabilito il processo di canonizzazione. La sua memoria al 10 febbraio è già registrata nel calendario marmoreo di Napoli e nel martirologio di Usuardo, entrambi del IX secolo. Le monache benedettine la venerano come loro patrona, e la tomba dei due fratelli è venerata nell'abbazia di Montecassino.