Santa Marianna di Gesù de Paredes

Laico · 1618-1645

Vergine, laica di Quito, terziaria francescana, protettrice dei poveri

Santa Marianna di Gesù de Paredes fu una laica di Quito e terziaria francescana. Visse ritirata in casa, pregando, facendo penitenza e servendo i poveri, e nel 1645 offrì a Dio la vita per gli abitanti della città colpita dai terremoti e dalla peste. È chiamata il Giglio di Quito. La Chiesa la ricorda il 26 maggio.

Nacque il 31 ottobre 1618 a Quito, nell'odierno Ecuador, da una famiglia nobile di origine spagnola. Rimase presto orfana e crebbe sotto la cura della sorella maggiore. Il gesuita Juan Camacho la ammise presto alla santa Comunione e ne guidò la vita interiore, e da allora furono i gesuiti a dirigerla spiritualmente. Verso i dieci anni, con il permesso del confessore, emise privatamente i voti di povertà, castità e obbedienza.

Volle partire con alcune cugine verso gli indios della regione di Maynas per annunciare loro la fede, e poi condurre vita eremitica sul monte Pichincha, che sovrasta la città, ma entrambi i progetti fallirono. Le monache del monastero di Santa Caterina e le clarisse la invitarono a unirsi a loro, ma il direttore spirituale giudicò che fosse chiamata a cercare la perfezione nella propria casa. Verso i dodici anni si ritirò in una stanza riservata a lei. Ne usciva una volta al giorno per recarsi alla chiesa dei gesuiti per la Messa, la Comunione e il colloquio con il direttore spirituale.

La sua giornata era fatta di preghiera, Liturgia delle Ore, lettura spirituale e lavoro manuale. Digiunava, portava il cilicio e dormiva appena due o tre ore, e praticava le sue mortificazioni in obbedienza ai confessori. Apparteneva al Terz'Ordine di San Francesco, ma non entrò in monastero e rimase laica fino alla fine. Cuoceva il pane per gli affamati, cuciva vesti per i poveri, lavava loro il capo e i piedi, assisteva i malati e insegnava alle domestiche di casa a recitare il rosario. Il Martirologio Romano dice che dedicò le proprie forze agli indigeni poveri e ai neri.

All'inizio del 1645 un terremoto distrusse Riobamba, e le scosse si avvertirono anche a Quito, già stremata dalla peste. La quarta domenica di Quaresima, durante le preghiere pubbliche nella chiesa dei gesuiti, il suo confessore, padre Alonso de Rojas, dichiarò dal pulpito di essere pronto a dare la vita per la salvezza del popolo. Marianna allora offrì a Dio sé stessa al suo posto. Poco dopo si ammalò e soffrì molto per due mesi, mentre la peste e i terremoti cessarono. Morì il 26 maggio 1645, a ventisei anni, e fu sepolta nella chiesa dei gesuiti, come aveva desiderato. Secondo la tradizione, dal suo sangue versato in giardino spuntò un giglio bianco.

Pio IX emanò il breve di beatificazione nel 1847, ma a causa delle difficoltà dei tempi la beatificazione solenne fu celebrata solo il 20 novembre 1853. Pio XII la canonizzò il 9 luglio 1950 e fissò la sua memoria al 26 maggio. Il giorno seguente ricordò ai pellegrini che l'Ecuador la venera come sua eroina nazionale.