Santa Maria di Gesù Crocifisso Baouardy

Suora · 1846-1878

Vergine, carmelitana scalza, mistica della Terra Santa

Santa Maria di Gesù Crocifisso, conosciuta come Mariam Baouardy, fu una carmelitana scalza araba della Galilea e una mistica. Nella lettera apostolica di beatificazione Giovanni Paolo II la chiamò la prima beata della Terra Santa dai tempi della Chiesa primitiva, la prima del rito melchita e la prima del popolo arabo. La Chiesa la ricorda il 26 agosto, giorno della sua morte.

Nacque il 5 gennaio 1846 ad Abellin, oggi Ibillin, in una povera famiglia greco-cattolica. I genitori, che avevano già perso dodici figli maschi, le diedero il nome di Maria per adempiere un voto fatto alla Madre di Dio a Betlemme. Nel 1849 rimase orfana di entrambi i genitori. La accolse uno zio paterno, con il quale nel 1854 si trasferì ad Alessandria d'Egitto.

Quando crebbe, lo zio volle darla in sposa, ma lei rifiutò perché desiderava appartenere soltanto a Dio. Nel settembre 1858 le fu tagliata la gola e fu abbandonata in strada. La lettera di beatificazione dice che suggellò con il sangue la professione della fede. Come lei stessa raccontò, sopravvisse grazie alle cure di una donna vestita di azzurro, nella quale riconobbe Maria.

In seguito lavorò come domestica ad Alessandria, Gerusalemme e Beirut, e nel 1863 giunse a Marsiglia con una famiglia libanese. Lì fu accolta dalle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, ma le suore, turbate dalle sue estasi e dalle stimmate, non la ammisero ai voti. Nel 1867 entrò nel Carmelo di Pau e ricevette il nome di Maria di Gesù Crocifisso. Poiché non sapeva leggere l'Ufficio, divenne suora conversa.

Nel 1870, ancora novizia, partì con un gruppo di suore per l'India per fondare il primo Carmelo a Mangalore. Lì il 21 novembre 1871 emise i voti e nel 1872 tornò a Pau. Per tutta la vita sperimentò fenomeni straordinari: estasi, stimmate e anche tormenti attribuiti allo spirito maligno. Alcuni la esaltavano, altri la respingevano. Lei stessa cercava di nasconderli, chiedeva i lavori più umili e si chiamava «piccolo nulla».

Nel 1875 andò con le consorelle in Terra Santa per fondare il Carmelo di Betlemme. Essendo l'unica a parlare arabo, seguiva la costruzione del monastero. Nell'estate del 1878, mentre portava da bere agli operai, cadde e si ruppe un braccio. Sopraggiunse la cancrena e il 26 agosto 1878 morì a Betlemme.

Papa Francesco disse che questa donna povera e illetterata sapeva dare consigli e spiegare le verità della fede con estrema chiarezza, perché dialogava continuamente con lo Spirito Santo. Le carmelitane hanno tramandato la sua preghiera che comincia con le parole: «Esprit Saint, inspirez-moi. Amour de Dieu, consumez-moi» («Spirito Santo, ispirami. Amore di Dio, consumami»). Giovanni Paolo II la beatificò il 13 novembre 1983 e Francesco la canonizzò il 17 maggio 2015.