
Santa Giulia Billiart
Suora · 1751-1816
Vergine, catechista, fondatrice delle Suore di Nostra Signora di Namur
Santa Giulia Billiart fu una catechista francese che, nonostante lunghi anni di paralisi, insegnò ai bambini le verità della fede e fondò la Congregazione delle Suore di Nostra Signora di Namur, sorta per l'educazione delle fanciulle povere. La Chiesa la ricorda l'8 aprile, anniversario della sua morte.
Nacque il 12 luglio 1751 a Cuvilly, un villaggio della Piccardia. A sette anni conosceva il catechismo a memoria e lo spiegava ai coetanei. Quando aveva sedici anni la famiglia cadde in miseria, e Giulia lavorò nei campi alla mietitura per aiutare i genitori.
Aveva ventidue anni quando uno sconosciuto sparò a suo padre. Lo choc che allora subì diede inizio a una malattia che negli anni seguenti le tolse l'uso delle gambe. Per ventidue anni Giulia non poté camminare. Passava molte ore in preghiera e insegnava il catechismo ai bambini del villaggio che si radunavano accanto al suo letto.
Durante la Rivoluzione francese fu accusata di nascondere sacerdoti che avevano rifiutato il giuramento alla Costituzione civile del clero, e dovette fuggire. Secondo il racconto della congregazione, fu portata a Compiègne nascosta in un carro di fieno, e proprio lì vide in visione una croce e, intorno ad essa, delle donne che un giorno sarebbero diventate le sue figlie spirituali. Nel 1794 trovò rifugio ad Amiens. Lì conobbe la viscontessa Françoise Blin de Bourdon, da allora sua amica e più stretta collaboratrice.
A fondare una congregazione la incoraggiò padre Varin, superiore dei Padri della Fede. Nel 1803 Giulia iniziò ad Amiens la vita in comune con le prime compagne e prese sotto la sua cura alcune fanciulle orfane. Il 2 febbraio 1804, insieme a Françoise Blin de Bourdon e a Catherine Duchâtel, fece voto di castità e si dedicò all'educazione delle fanciulle. Le suore considerano questo giorno l'inizio della congregazione. Pochi mesi dopo, il 1º giugno 1804, durante una novena al Sacro Cuore di Gesù, padre Enfantin le disse di alzarsi e di fare un passo. Giulia obbedì e riacquistò l'uso delle gambe.
Da allora viaggiò molto, fondando in Francia e nell'odierno Belgio case di suore e scuole per le fanciulle povere. Ad Amiens, però, l'abate de Sambucy cercò di cambiare la regola della congregazione e mise contro Giulia il vescovo del luogo. Nel 1809 dovette lasciare la diocesi. Quasi tutte le suore la seguirono a Namur, dove le accolse il vescovo della città, e da essa la congregazione prese il nome. Nelle conversazioni e nelle lettere Giulia ripeteva: «Ah, qu'il est bon, le bon Dieu!», cioè «Ah, com'è buono il buon Dio!».
Morì a Namur l'8 aprile 1816. Pio X la beatificò il 13 maggio 1906 e Paolo VI la canonizzò il 22 giugno 1969. Nell'omelia indicò ciò che meglio definisce la sua opera: l'istruzione religiosa e l'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente delle povere. Il Martirologio Romano ricorda inoltre che propagò con zelo la devozione al Sacro Cuore di Gesù.