Santa Francesca Saverio Cabrini

Suora · 1850-1917

Vergine, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore, patrona degli emigranti

Santa Francesca Saverio Cabrini fu una religiosa italiana, fondatrice dell'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Dedicò tutta la vita alla cura degli emigranti. Il Martirologio Romano la ricorda il 22 dicembre, giorno della sua morte; negli Stati Uniti la sua memoria si celebra il 13 novembre.

Nacque il 15 luglio 1850 a Sant'Angelo Lodigiano, in Lombardia, ultima dei tredici figli di Agostino Cabrini e Stella Oldini. Al battesimo ricevette i nomi di Maria Francesca. Fin da bambina sognava le missioni in Cina. Conseguì il diploma di maestra presso la scuola delle Figlie del Sacro Cuore ad Arluno. Intorno ai vent'anni perse entrambi i genitori. Chiese di essere accolta in una congregazione religiosa, ma senza esito; come motivo si indica la sua salute cagionevole. Per quasi due anni insegnò nella scuola di Vidardo.

Nel 1874 il parroco di Codogno, don Antonio Serrati, la chiamò a lavorare in un orfanotrofio detto Casa della Provvidenza. Lo diresse per sei anni e lì, nel 1877, emise i voti religiosi. Per devozione a san Francesco Saverio, patrono delle missioni, prese il nome di Saverio. Quando il vescovo di Lodi, Domenico Gelmini, sciolse quella comunità, fu lui stesso a consigliare a Francesca di fondare un istituto di suore missionarie. Il 14 novembre 1880 a Codogno, in un ex convento francescano, diede inizio all'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

Voleva partire con le sue suore per la Cina. Ma il vescovo di Piacenza, Giovanni Battista Scalabrini, richiamò la sua attenzione sulla sorte degli emigranti italiani in America, e papa Leone XIII le consigliò di andare «non a Oriente, ma a Occidente». Il 31 marzo 1889 giunse a New York con sei suore. Gli operai italiani che vi incontrò vivevano nella miseria e nel disprezzo, spesso senza chiesa, senza scuola e senza ospedale.

Per quasi trent'anni fondò per loro scuole, orfanotrofi e ospedali, visitò i malati e i carcerati. Attraversò l'oceano molte volte. Le sue opere sorsero in Italia, Francia, Spagna e Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in America Centrale, in Argentina e in Brasile; alla sua morte l'istituto contava 67 case. Scelse come motto le parole di san Paolo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Nel 1909, a Seattle, ottenne la cittadinanza degli Stati Uniti.

Morì improvvisamente il 22 dicembre 1917 a Chicago, nell'ospedale che lei stessa aveva fondato. Aveva 67 anni. Il suo corpo fu traslato a New York, dove riposa ancora oggi.

Papa Pio XI la beatificò il 13 novembre 1938 e Pio XII la canonizzò il 7 luglio 1946 nella basilica di San Pietro. Fu la prima cittadina degli Stati Uniti a essere proclamata santa. Nel 1950 Pio XII la costituì celeste patrona di tutti gli emigranti. Nel centenario della sua morte, nel 2017, papa Francesco scrisse che, di fronte ai grandi spostamenti di popolazioni di oggi, la sua figura rimane molto attuale.