Santa Elisabetta di Portogallo
Matrona · † 1336
Regina del Portogallo, pacificatrice tra i re, terziaria francescana
Santa Elisabetta di Portogallo, chiamata anche Isabella d'Aragona, fu regina del Portogallo, moglie del re Dionigi e madre di due figli. Divenne nota come pacificatrice che riconciliava i sovrani in lite e come benefattrice dei poveri. Rimasta vedova, visse a Coimbra come terziaria francescana. La Chiesa la ricorda il 4 luglio, giorno della sua morte.
Era figlia di Pietro, poi re d'Aragona, e di Costanza di Sicilia. Nacque a Saragozza. L'anno della sua nascita non è certo: si indicano gli anni dal 1269 al 1271. Ricevette il nome della prozia, santa Elisabetta d'Ungheria. Papa Pio XI ricordava la tradizione secondo cui già la sua nascita portò la concordia tra il nonno e il padre. A dodici anni fu data in sposa al re del Portogallo Dionigi.
Il matrimonio non fu facile, perché il re le era infedele. Elisabetta sostenne coraggiosamente la difficile convivenza matrimoniale ed educò anche i figli che il marito aveva avuto fuori dal matrimonio. Lei stessa diede alla luce una figlia, Costanza, e un figlio, Alfonso. Nei gravi dissidi che turbavano la famiglia e il regno si rese operatrice di riconciliazione. Soccorreva generosamente i poveri, e Pio XI ricordava quante chiese, monasteri e opere pie avesse fondato.
Come consigliera del marito attenuò le tensioni tra Aragona, Portogallo e Castiglia. Quando suo figlio Alfonso si ribellò al padre e scoppiò la guerra, ottenne la loro riconciliazione; secondo i racconti, cavalcò allora tra gli eserciti schierati per la battaglia. Alla sua figura è legata anche la leggenda del pane portato ai poveri e trasformato in rose; un racconto simile si narra di santa Elisabetta d'Ungheria.
Dionigi morì nel 1325. La regina vedova fece un pellegrinaggio a Santiago de Compostela e vi offrì la sua corona. Poi si stabilì a Coimbra, in un palazzo costruito accanto al monastero delle clarisse da lei fondato, e prese l'abito del Terz'Ordine di San Francesco. Donò i suoi beni ai poveri e ai monasteri. Papa Urbano VIII dichiarò con un atto apposito che aveva fatto la professione in quell'Ordine.
Nel 1336 suo figlio, ormai re Alfonso IV, era in guerra con il re di Castiglia Alfonso XI, marito di sua figlia Maria e al tempo stesso nipote di Elisabetta. La regina partì per Estremoz per riconciliarli. Vi morì il 4 luglio 1336, consumata dalla febbre. Il suo corpo fu portato a Coimbra e sepolto nella chiesa delle clarisse. Le sue reliquie vi sono venerate ancora oggi.
Papa Leone X la beatificò nel 1516, permettendone il culto nella diocesi di Coimbra, e Urbano VIII la canonizzò a Roma il 25 maggio 1625. Nel 1936, nel sesto centenario della sua morte, Pio XI ricordò che i libri liturgici la chiamavano Madre della pace e della patria, e la propose come esempio in un tempo in cui la guerra minacciava il mondo. Nella colletta della sua memoria la Chiesa chiede di essere, per sua intercessione, operatori di pace, per poter essere chiamati figli di Dio.