San Zygmunt Gorazdowski

Sacerdote · 1845-1920

Presbitero, fondatore delle Suore di San Giuseppe, pastore a Leopoli

San Zygmunt Gorazdowski fu un sacerdote cattolico polacco, nato a Sanok nel 1845. Durante il massacro galiziano, quando i contadini assalivano le case dei nobili, la nonna lo salvò dalla morte. Nel 1863 prese parte all'insurrezione di gennaio. Terminati gli studi teologici a Leopoli, da giovane sacerdote curava con le proprie mani i malati di colera, senza trascurare il ministero sacramentale. Chiamato «il prete dei mendicanti», fu un grande apostolo della misericordia e della sollecitudine per i bisogni degli altri.

La sua vita era colma di preghiera e trascorreva nel nascondimento e nell'ascesi. Lavorò e soffrì instancabilmente, sempre pieno di zelo e di coraggio nel lavoro apostolico. È ricordato come «perseverante nelle fatiche, irremovibile nelle difficoltà, sereno nelle avversità, paziente nelle malattie e fiducioso nell'efficacia della preghiera». È considerato un modello di misericordia e di bontà.

Impegnato nell'educazione religiosa delle famiglie, compose il «Catechismo della Santa Chiesa Cattolica per il popolo». Vedendo la povertà e la disoccupazione diffuse, fondò la Casa del Lavoro Volontario per i mendicanti, dove i poveri potevano svolgere volontariamente lavori semplici, ricevendo in cambio i pasti e un compenso versato su libretti di risparmio. La casa era gestita da suore terziarie, oggi chiamate Giuseppine. Nel gennaio 1883 fondò la Cucina Popolare a Basso Prezzo, che doveva fornire pasti ai poveri. Vi si recava a mangiare Fratel Alberto Chmielowski, futuro santo.

Tra le opere fondate da san Zygmunt si possono ricordare il Convitto San Giosafat a Leopoli, luogo di formazione dei futuri insegnanti, l'Istituto di Gesù Bambino per neonati e madri sole, la prima opera di beneficenza di questo genere nel Paese, e la Società Boni Pastoris, una comunità di sacerdoti. Pubblicava inoltre la «Gazeta Codzienna», un quotidiano cattolico che si proponeva di informare i lettori e di formarli nello spirito cristiano.

Morì il 1º gennaio 1920 a Leopoli. Fu beatificato il 26 giugno 2001 da papa Giovanni Paolo II e canonizzato nel 2005 da papa Benedetto XVI.