San Vito
Martire
Martire in Lucania, uno dei Quattordici santi ausiliatori
San Vito fu un martire dei primi secoli del cristianesimo, venerato in Lucania, regione dell'Italia meridionale. Il Martirologio Romano lo ricorda il 15 giugno con una sola frase: «In Lucania, san Vito, martire». Le notizie storiche sicure su di lui sono pochissime.
Certi sono soprattutto il suo martirio e l'antichità del suo culto. Il suo nome compare già nel cosiddetto Martirologio geronimiano, un elenco di commemorazioni di martiri il cui comune archetipo risale al V secolo. Esso lo ricorda il 15 giugno in Lucania e anche, insieme a Modesto e Crescenzia, in Sicilia. Non conosciamo l'anno né le circostanze della sua morte, e non si sa con certezza da dove provenisse; forse era siciliano. La tradizione colloca il suo martirio al tempo della persecuzione dell'imperatore Diocleziano.
Nel VI e VII secolo nacque una leggenda sul suo martirio, priva di valore storico. Essa presenta Vito come un fanciullo, figlio di un pagano, che non abbandonò la fede nonostante le pressioni e le torture del padre. Insieme al suo precettore Modesto fuggì in Lucania e da lì fu chiamato a Roma, dove avrebbe liberato da uno spirito maligno il figlio dell'imperatore. Poiché non volle rinnegare Cristo, fu torturato insieme a Modesto e alla nutrice Crescenzia; secondo la leggenda fu gettato in una caldaia di olio bollente, da cui uscì illeso. Il racconto si conclude con il ritorno miracoloso dei martiri in Lucania, dove morirono per le ferite subite.
Il culto di Vito si diffuse rapidamente nell'Italia meridionale e in Sicilia. Nell'836 le sue reliquie furono traslate nell'abbazia di Corvey sul Weser, da dove la venerazione del santo si estese in tutta la Germania. A Praga già nel X secolo sorgeva una chiesa a lui dedicata, nella quale fu traslato il corpo di san Venceslao. Da essa trae origine la cattedrale di Praga, oggi intitolata ai santi Vito, Venceslao e Adalberto.
Vito è uno dei Quattordici santi ausiliatori. Lo si invoca soprattutto contro l'epilessia e la corea, malattia caratterizzata da movimenti involontari, detta ballo di San Vito. Benedetto XVI, parlando nel 2009 nella cattedrale di Praga, ricordò l'esempio del «giovane san Vito, che preferì il martirio piuttosto che tradire Cristo».
L'attuale Martirologio Romano non ha al 15 giugno una voce distinta per Modesto e Crescenzia, che la leggenda unisce a Vito. Egli stesso è venerato fin dall'antichità, molto prima dell'introduzione dei processi di canonizzazione.