
San Vincenzo Pallotti
Sacerdote · 1795-1850
Presbitero, fondatore dei pallottini, precursore dell'apostolato dei laici
San Vincenzo Pallotti fu un sacerdote romano, confessore e servitore dei poveri, fondatore dell'Unione dell'Apostolato Cattolico e della comunità di sacerdoti e fratelli oggi chiamati pallottini. Insegnava che ogni battezzato è chiamato all'apostolato. La Chiesa lo ricorda il 22 gennaio.
Nacque a Roma il 21 aprile 1795, terzo dei dieci figli di Pietro Paolo Pallotti e Maria Maddalena De Rossi. Studiò presso gli scolopi e al Collegio Romano e dal 1814 seguì i corsi di filosofia e teologia all'Università La Sapienza. Fu ordinato sacerdote il 16 maggio 1818 nella basilica di San Giovanni in Laterano e celebrò la prima messa a Frascati.
Dopo gli studi lavorò con gli studenti di teologia della Sapienza, ma col tempo lasciò la carriera universitaria per il ministero pastorale. Passava lunghe ore in confessionale, visitava i malati e i carcerati e per i giovani apriva scuole serali. Dal 1827 fu direttore spirituale del Seminario Romano, più tardi anche del Collegio Urbano di Propaganda Fide. Fu amico di san Gaspare del Bufalo, di cui era confessore e che assistette nell'ora della morte.
Il 9 gennaio 1835 concepì il progetto di un'opera che chiamò Apostolato Cattolico, cioè universale. Dovevano formarla insieme sacerdoti, religiosi e laici, donne e uomini, per ravvivare la fede tra i cattolici, portare il Vangelo a chi non lo conosce e compiere opere di carità. In quello stesso anno il progetto fu approvato dal cardinale vicario di Roma Carlo Odescalchi e papa Gregorio XVI gli diede la sua benedizione. Come patrona dell'opera Pallotti scelse Maria, Regina degli Apostoli.
Nel 1836 diede inizio a Roma alla celebrazione solenne dell'ottavario dell'Epifania, pensata come preghiera per l'unità nella fede. Durante l'epidemia di colera del 1837 assistette i malati a rischio della vita. Un anno dopo aprì una casa per fanciulle povere, chiamata Pia Casa di Carità, da cui nacquero le suore pallottine. Pensando agli emigrati italiani, mandò alcuni confratelli a Londra. I suoi progetti audaci suscitarono anche diffidenza negli ambienti ecclesiastici e molti di essi, lui vivente, rimasero appena avviati.
Nel 1844 Gregorio XVI affidò alla sua comunità la chiesa di San Salvatore in Onda, presso il Tevere. Vincenzo Pallotti morì a Roma il 22 gennaio 1850, prima di compiere cinquantacinque anni. La sua tomba si trova proprio in quella chiesa.
Il processo di beatificazione fu avviato nel 1887 da Leone XIII. Pio XI chiamò Vincenzo precursore dell'Azione Cattolica e Pio XII lo beatificò il 22 gennaio 1950, nel centenario della morte. Giovanni XXIII lo canonizzò il 20 gennaio 1963, durante il Concilio Vaticano II. Giovanni Paolo II, che chiamava la natia Wadowice culla dei pallottini polacchi, ricordava che il decreto conciliare sull'apostolato dei laici ha confermato ciò che Pallotti aveva proclamato più di cento anni prima.