San Tommaso d'Aquino
Sacerdote · † 1274
Presbitero e dottore della Chiesa, domenicano, autore della Summa Theologiae
San Tommaso d'Aquino fu domenicano, sacerdote e uno dei più grandi teologi della storia della Chiesa, autore della «Summa Theologiae». La Chiesa lo chiama Dottore Comune e la tradizione anche Dottore Angelico. La sua memoria liturgica ricorre il 28 gennaio.
Nacque nel castello di Roccasecca, presso Aquino, in una ricca famiglia nobile. L'anno della sua nascita non è noto con esattezza: si indica il periodo tra il 1224 e il 1225. Ricevette la prima istruzione nell'abbazia di Montecassino e poi studiò a Napoli, dove, nell'università fondata dall'imperatore Federico II, conobbe il pensiero di Aristotele. Lì nacque anche la sua vocazione all'Ordine dei Predicatori, fondato da poco da san Domenico.
Quando vestì l'abito, la famiglia si oppose e per qualche tempo egli dovette tornare a casa. Nel 1245, ormai maggiorenne, poté seguire la sua vocazione. L'Ordine lo inviò a Parigi, dove studiò teologia sotto la guida di sant'Alberto Magno, e in seguito fu con il maestro a Colonia.
Chiamato alla cattedra domenicana di teologia a Parigi, cominciò a scrivere e non smise quasi fino alla morte. Commentò la Sacra Scrittura e le opere di Aristotele e scrisse anche la «Summa contra Gentiles». Mostrò che fede e ragione non sono in contrasto, perché provengono da un'unica sorgente di verità, e che la grazia non distrugge la natura, ma la presuppone e la perfeziona.
Dal 1261 al 1265 fu a Orvieto. Papa Urbano IV gli affidò la composizione dei testi liturgici per la festa del Corpus Domini; a Tommaso sono attribuiti gli inni eucaristici che la Chiesa canta ancora oggi. A Roma, dove visse fino al 1268, iniziò la «Summa Theologiae». Nel 1269 tornò a Parigi per un secondo ciclo di lezioni e in seguito i superiori lo mandarono a Napoli. Nella Quaresima del 1273 vi predicò al popolo sul Simbolo degli Apostoli, sul Padre nostro, sull'Ave Maria e sui comandamenti.
Nel dicembre del 1273, dopo ciò che aveva sperimentato durante la Santa Messa, smise di scrivere. Al segretario e amico, Reginaldo da Piperno, confidò che tutto quanto aveva scritto era solo un mucchio di paglia. La «Summa Theologiae» rimase incompiuta. I primi biografi riferiscono che, mentre a Napoli pregava davanti al crocifisso, udì le parole: «Tu hai parlato bene di me, Tommaso. Quale sarà la tua ricompensa?» Rispose: «Nient'altro che Te, Signore!»
Convocato da papa Gregorio X al concilio di Lione, si mise in viaggio, ma lungo la strada si ammalò e si fermò nell'abbazia cistercense di Fossanova. Ricevendo il Viatico, sottomise al giudizio della Chiesa tutto ciò che aveva insegnato e scritto. Vi morì il 7 marzo 1274. Giovanni XXII lo canonizzò il 18 luglio 1323 ad Avignone e san Pio V lo proclamò dottore della Chiesa nel 1567. Nel 1880 Leone XIII lo dichiarò patrono delle scuole e delle università cattoliche. Il giorno della memoria, il 28 gennaio, ricorda la traslazione delle sue reliquie a Tolosa nel 1369.