San Stanislao di Cracovia

Vescovo · † 1079

Vescovo e martire, pastore di Cracovia, patrono principale della Polonia

San Stanislao di Szczepanów fu vescovo di Cracovia e martire. Morì nel 1079 per mano del re Boleslao l'Ardito, che egli aveva ammonito. Da secoli è venerato come patrono principale della Polonia. La Chiesa universale lo ricorda l'11 aprile, giorno della sua morte, mentre in Polonia la sua solennità cade l'8 maggio.

Nacque a Szczepanów, oggi nella diocesi di Tarnów. L'anno della sua nascita non è noto; la tradizione indica gli anni intorno al 1030. Della sua giovinezza si sa poco, e le notizie sui suoi studi all'estero restano una congettura. Fu canonico della cattedrale di Cracovia sotto il vescovo Lamberto e, dopo la morte di questi, fu eletto suo successore. Prese possesso della sede episcopale nel 1072.

Guidò la diocesi per soli sette anni. Il Martirologio Romano ricorda che resse la Chiesa di Cracovia come un buon pastore, soccorse i poveri e visitò ogni anno il suo clero, e che tra le ingiustizie del suo tempo fu tenace difensore dell'umanità e dei costumi cristiani. All'inizio collaborò con Boleslao l'Ardito, sovrano insigne e favorevole alla Chiesa, incoronato re nel 1076.

In seguito sorse tra loro un conflitto il cui svolgimento non può essere ricostruito del tutto. Gallo Anonimo, il più antico cronista, che scriveva alcuni decenni più tardi alla corte del nipote del re, chiamò Stanislao vescovo traditore, ma biasimò anche il re per essersi vendicato in modo indegno, condannandolo al taglio delle membra. Il beato Vincenzo Kadłubek, più tardi vescovo di Cracovia, a cavallo tra il XII e il XIII secolo presentò Stanislao come il pastore che, solo, osò ammonire il sovrano per la crudeltà verso i sudditi e, quando ciò non bastò, lo colpì con la scomunica.

Secondo la tradizione, accolta dalla liturgia, il re uccise il vescovo l'11 aprile 1079 presso l'altare, durante la santa Messa nella chiesa di San Michele sulla Skałka a Cracovia. La reliquia del capo del martire porta ancora oggi i segni dei colpi. Boleslao perse presto il trono e riparò in Ungheria, dove morì; la leggenda vuole che se ne sia andato riconciliato con Dio. Nel 1088 il corpo del vescovo fu traslato nella cattedrale del Wawel, dove si trova la sua tomba.

Il culto del martire crebbe di generazione in generazione. Le Vite più tarde aggiunsero delle leggende: quella di Pietro, il defunto proprietario di un villaggio, risuscitato perché testimoniasse in tribunale che il vescovo lo aveva acquistato onestamente, e quella del corpo fatto a pezzi che miracolosamente si ricompose. Al tempo in cui la Polonia era frammentata in ducati, questo secondo racconto divenne segno della speranza che il paese diviso tornasse a essere uno.

Innocenzo IV canonizzò Stanislao l'8 settembre 1253 ad Assisi, presso la tomba di san Francesco. Giovanni Paolo II, che in precedenza era stato suo successore sulla sede di Cracovia, lo chiamava patrono dell'ordine morale. Nel 1979, nel nono centenario del martirio, elevò la sua memoria nel calendario della Chiesa universale al grado di memoria obbligatoria. San Stanislao è patrono della Polonia insieme alla Beata Vergine Maria Regina della Polonia e a sant'Adalberto.