San Samuele
Profeta, giudice d'Israele che unse i re Saul e Davide
San Samuele fu profeta e l'ultimo dei giudici d'Israele, che per comando di Dio unse re prima Saul e poi Davide. Il Martirologio Romano ne fa memoria il 20 agosto e ricorda che dalla discendenza di Davide doveva nascere Cristo. La sua storia è narrata nel Primo libro di Samuele. La Scrittura non indica le date della sua vita.
Suo padre era Elkanà di Ramatàim, sulle montagne di Èfraim, e sua madre era Anna, che per lungo tempo non aveva potuto avere figli. Nel santuario di Silo pregò in lacrime per avere un figlio e fece voto di donarlo al Signore per tutti i giorni della sua vita. Quando nacque il bambino, lo chiamò Samuele perché, come diceva, lo aveva richiesto al Signore. Quando il bambino fu svezzato, la madre lo condusse a Silo e lo affidò al sacerdote Eli. Giovanni Paolo II ha ricordato che il suo cantico di ringraziamento è conosciuto come il Magnificat dell'Antico Testamento.
Samuele crebbe presso il santuario del Signore, in tempi in cui la parola del Signore era rara. Una notte sentì qualcuno chiamarlo per nome e per tre volte corse da Eli. Allora il sacerdote comprese che era Dio a chiamare il ragazzo e gli insegnò la risposta: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta». Benedetto XVI indicava questo esempio per mostrare quanto sia importante qualcuno che aiuti l'altro a riconoscere la voce di Dio. Samuele cresceva, il Signore era con lui e tutto Israele riconobbe che era profeta del Signore.
In un tempo in cui i Filistei opprimevano Israele, Samuele esortò il popolo ad abbandonare gli dèi stranieri e a servire soltanto il Signore. Pregò per Israele a Mispa e, dopo la vittoria, eresse una pietra e la chiamò Eben-Ezer, dicendo che fin lì il Signore li aveva soccorsi. Per tutta la vita fu giudice d'Israele. Il Catechismo ricorda che conobbe anche il prezzo dell'intercessione: assicurò al popolo che non avrebbe mai smesso di pregare per lui.
Quando divenne vecchio e i suoi figli non seguivano le sue vie, gli anziani chiesero un re come quello delle altre nazioni. La cosa dispiacque a Samuele, ma il Signore gli ordinò di esaudire la richiesta del popolo, e il profeta unse Saul. Quando Saul si mostrò disobbediente, Samuele gli disse che obbedire è meglio del sacrificio, e lo pianse a lungo. Poi il Signore lo mandò da Iesse a Betlemme. Fu scelto il più giovane dei figli, Davide, che pascolava il gregge, perché l'uomo guarda ciò che vedono gli occhi, ma il Signore guarda il cuore. Samuele lo unse in mezzo ai suoi fratelli.
Samuele morì in età avanzata. Tutto Israele si radunò per piangerlo, e fu sepolto nella sua casa a Rama. Il libro del Siracide lo loda come profeta amato dal Signore, che istituì il regno e che prima della morte poté attestare di non aver tolto nulla a nessuno. Negli Atti degli Apostoli san Pietro parla dei profeti che, a cominciare da Samuele, annunciarono i giorni di Cristo. Samuele non fu mai canonizzato formalmente. La Chiesa lo venera come santo, come i patriarchi e i profeti dell'Antico Testamento.