
San Rocco
Laico
Laico, pellegrino di Montpellier, soccorritore degli appestati
San Rocco fu un laico e pellegrino di Montpellier che, secondo la tradizione, assistette in Italia i malati di peste. La Chiesa lo ricorda il 16 agosto. Il Martirologio Romano dice di lui che acquistò fama di santità con il suo pio pellegrinaggio e guarendo i colpiti dalla peste in tutta Italia. Dal XV secolo i fedeli lo invocano in tempo di epidemia.
Della sua vita si sa poco di certo. Le Vite più antiche furono scritte soltanto nel XV secolo e mescolano fatti e leggenda. Perfino le date sono controverse. Secondo la Vita scritta dal veneziano Francesco Diedo, Rocco nacque verso il 1295 e morì nel 1327. Molti storici moderni ritengono invece che sia nato verso la metà del XIV secolo e morto tra il 1376 e il 1379. Non c'è accordo neppure sul luogo della morte: l'antica tradizione indica Montpellier, gli studi più recenti Voghera, in Lombardia.
Secondo la tradizione proveniva da una famiglia agiata. Verso i vent'anni perse i genitori, distribuì i suoi beni ai poveri e partì per Roma in abito da pellegrino. Ad Acquapendente, dove infuriava la peste, interruppe il viaggio e cominciò ad assistere i malati. Le Vite raccontano che ne guarì molti con il segno della croce. Lo stesso avrebbe fatto a Roma e in altre città d'Italia.
A Piacenza servì i malati in un ospedale, finché fu colpito egli stesso dalla peste. Lasciò allora la città e si rifugiò in un luogo solitario di un bosco vicino. La tradizione narra che ogni giorno un cane gli portava il pane preso dalla tavola del suo padrone. Questi era il patrizio Gottardo, che seguì il cane, trovò il malato e si prese cura di lui. Per questo Rocco viene raffigurato con un cane che tiene in bocca un pane. Guarito, si rimise in cammino verso casa.
Durante il viaggio fu scambiato per una spia. Rocco non volle rivelare il proprio nome e fu messo in carcere, dove secondo le Vite trascorse cinque anni e morì, per tradizione il 16 agosto. Fu riconosciuto solo dopo la morte, grazie al segno della croce che portava sul petto dalla nascita.
Il suo culto, invece, è ben documentato. Nel XV secolo si diffuse rapidamente nell'Italia settentrionale e poi in altri paesi d'Europa. Secondo la Vita del Diedo, i padri del Concilio di Costanza invocarono la sua intercessione durante una pestilenza nel 1414. Nel 1485 le reliquie di Rocco furono portate a Venezia, dove la confraternita della Scuola Grande di San Rocco le custodisce ancora oggi nella chiesa di San Rocco. In molte città sorsero confraternite a lui intitolate e col tempo lo si cominciò a invocare anche nelle malattie degli animali.
Non si è conservato alcun atto della sua canonizzazione. Il culto nacque dalla devozione dei fedeli e fu accolto dalla Chiesa, e il nome di Rocco figura nel Martirologio Romano. In Polonia era invocato come protettore degli uomini e degli animali in tempo di peste. In alcune località nel suo giorno si benedicono gli animali, come avviene dal XVIII secolo a Mikstat, in Grande Polonia. San Rocco è anche patrono dei medici veterinari polacchi.