San Riccardo Pampuri

Frate · 1897-1930

Religioso, fatebenefratello, già medico condotto a Morimondo

San Riccardo Pampuri fu un medico italiano che per alcuni anni curò gli abitanti di una condotta rurale vicino a Milano e poi entrò nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli. Morì da religioso prima di compiere trentatré anni. Il Martirologio Romano lo ricorda il 1º maggio, giorno della sua morte.

Nacque il 2 agosto 1897 a Trivolzio, vicino a Pavia, e al battesimo ricevette i nomi di Erminio Filippo. Era il decimo degli undici figli di Innocenzo e Angela. La madre morì quando aveva tre anni e da allora crebbe presso parenti materni nella vicina Torrino; il padre morì nel 1907. Da ragazzo desiderava diventare sacerdote missionario, ma a causa della salute gracile ne fu dissuaso. Studiò medicina all'Università di Pavia.

La prima guerra mondiale interruppe i suoi studi. Prestò servizio nella sanità militare sul fronte italo-austriaco, prima come sergente, poi come aspirante ufficiale medico. Giovanni Paolo II ricordò che anche in trincea fu apostolo tra i militari. Durante il servizio contrasse una pleurite che da allora indebolì la sua salute. Si laureò in medicina con il massimo dei voti il 6 luglio 1921.

Dopo un breve periodo di pratica divenne medico condotto di Morimondo, paese rurale tra Milano e Pavia. Visse la professione come un servizio di carità e ai più poveri dava medicine, denaro, cibo, vestiti e coperte. Fu socio della Conferenza di San Vincenzo de' Paoli e terziario francescano. Fin da giovane fu attivo nell'Azione Cattolica e a Morimondo contribuì a fondarne il circolo giovanile, di cui fu il primo presidente. In una lettera chiese alla sorella suora di pregare perché vedesse sempre Gesù sofferente nei suoi malati, per «Lui curare, Lui confortare».

Nel 1927 lasciò la condotta e il 22 giugno entrò a Milano nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, dove ricevette il nome di Riccardo. Fece il noviziato a Brescia e il 24 ottobre 1928 emise i voti religiosi. Diresse l'ambulatorio dentistico dell'ospedale dell'Ordine a Brescia, frequentato soprattutto da operai e da poveri.

La vecchia malattia si ripresentò e degenerò in broncopolmonite. Il 18 aprile 1930 fu trasferito da Brescia a Milano, dove morì il 1º maggio 1930. In un ultimo colloquio con il suo direttore spirituale domandò: «Padre, come mi accoglierà Iddio? Io l'ho amato tanto, e tanto lo amo». Il suo corpo riposa nella chiesa parrocchiale di Trivolzio.

Nel 1978 la Santa Sede riconobbe l'eroicità delle sue virtù. Giovanni Paolo II lo beatificò il 4 ottobre 1981 e il 1º novembre 1989, solennità di Tutti i Santi, lo proclamò santo nella Basilica di San Pietro. Il Papa ricordò che Riccardo iniziò il suo cammino di santità nell'apostolato laicale dell'Azione Cattolica e lo additò come esempio ai giovani, ai medici e ai religiosi.