San Pietro To Rot

Martire · 1912-1945

Martire, catechista, sposo e padre, primo santo della Papua Nuova Guinea

San Pietro To Rot fu un catechista laico del villaggio di Rakunai, sull'isola della Nuova Britannia, nell'attuale Papua Nuova Guinea, sposo e padre di famiglia. Quando durante la seconda guerra mondiale gli occupanti giapponesi imprigionarono i missionari e proibirono le pratiche religiose, tenne viva la fede della sua comunità e diede la vita per essa. È il primo santo del suo Paese. La Chiesa lo ricorda il 7 luglio.

Nacque nel 1912 a Rakunai, nel popolo tolai. I suoi genitori, Angelo To Puia, capo del villaggio, e Maria Ia Tumul, ricevettero il battesimo da adulti e appartenevano alla prima generazione di cristiani dell'isola. A diciotto anni Pietro entrò nella scuola per catechisti San Paolo di Taliligap e nel 1933 tornò a Rakunai come catechista.

Nel 1936 sposò Paula Ia Varpit; ebbero tre figli. Giovanni Paolo II ricordava che Pietro trattava la moglie con profondo rispetto, pregava con lei mattina e sera e passava con i figli tutto il tempo che poteva. Era noto per la sua bontà e mitezza. Traeva forza dalla Messa e dalla Comunione quotidiane e dalle frequenti visite al Santissimo Sacramento.

Nel 1942 i giapponesi occuparono la Nuova Britannia e rinchiusero i missionari in un campo. Pietro divenne allora l'unica guida spirituale dei fedeli di Rakunai. Riuniva la gente in preghiera, insegnava il catechismo, battezzava, assisteva ai matrimoni, visitava i malati e aiutava i poveri. Custodiva il Santissimo Sacramento e portava la Comunione ai malati e ai moribondi. Quando le autorità di occupazione proibirono ogni attività religiosa, non interruppe il suo ministero.

Per ingraziarsi i capi locali, gli occupanti legalizzarono la poligamia e la incoraggiarono. Pietro vi si oppose apertamente e difese l'unità e la santità del matrimonio. Diceva di dover compiere il suo dovere di testimone di Gesù Cristo nella Chiesa. Si attirò così l'ostilità di quanti volevano prendere una seconda moglie e nel 1945 fu arrestato e condannato a due mesi di prigione. In carcere era sereno, persino lieto, e diceva di essere pronto a morire per la fede e per il suo popolo. A un capo che lo visitò il giorno prima della morte disse: «Sono qui per coloro che infrangono i loro voti matrimoniali, e per coloro che non vogliono vedere l'opera di Dio andare avanti».

Il giorno della morte chiese alla moglie di portargli il suo crocifisso di catechista. Fu ucciso nel luglio 1945 nel campo di Vunaiara con un'iniezione di veleno. Gli abitanti di Rakunai considerarono subito la sua morte un martirio e sulla croce posta sulla sua tomba scrissero: «Pietro To Rot, martire della fede».

Giovanni Paolo II lo beatificò il 17 gennaio 1995 a Port Moresby come primo beato della Papua Nuova Guinea. I vescovi di Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone chiesero la sua canonizzazione senza l'esame di un miracolo, e papa Francesco accolse la richiesta. Papa Leone XIV lo proclamò santo il 19 ottobre 2025 in piazza San Pietro.