San Pellegrino Laziosi
Frate · † 1345
Religioso, servita di Forlì, patrono dei malati di cancro
San Pellegrino Laziosi fu religioso dell'Ordine dei Servi di Maria e trascorse quasi tutta la sua vita religiosa nella natia Forlì, nell'Italia settentrionale. Il Martirologio Romano ricorda che, al servizio della Madre di Dio, si distinse per la devozione verso Gesù, suo Figlio, e per la cura dei poveri. I fedeli lo invocano come patrono dei malati di cancro. La sua memoria ricorre il 1º maggio.
Nacque a Forlì verso il 1265 dalla nobile famiglia dei Laziosi; l'anno esatto non è noto. In quel tempo la città si ribellò all'autorità pontificia e papa Martino IV la colpì con l'interdetto. Il priore generale dei Servi, san Filippo Benizi, che si trovava in città, esortava i cittadini a tornare all'obbedienza alla Sede Apostolica e per questo fu insultato, percosso e cacciato. Secondo la tradizione tra gli aggressori c'era il diciottenne Pellegrino, che lo colpì al volto. Filippo pregò per coloro che lo avevano offeso e il giovane, toccato dalla sua mitezza, andò a chiedergli perdono.
Da allora, come narra la tradizione, cercò una via di vita donata a Dio. Verso i trent'anni entrò nell'Ordine dei Servi di Maria e fece il noviziato a Siena. Poi tornò a Forlì, dove rimase fino alla morte. Si distinse per la fedeltà alla Regola, la preghiera, la meditazione della Sacra Scrittura e l'amore per i poveri. Condusse una vita di dura penitenza: secondo i racconti per lunghi anni evitò di sedersi e, quando la stanchezza lo vinceva, si appoggiava agli stalli del coro. Le fonti non concordano sul fatto che abbia ricevuto l'ordinazione sacerdotale.
Verso i sessant'anni gli si aprì sulla gamba destra una piaga causata dalle vene varicose, che col tempo si trasformò in una grave malattia; la tradizione dell'Ordine la descrive come cancrena o come cancro. Il medico decise che la gamba doveva essere amputata. Secondo la tradizione, la notte prima dell'intervento Pellegrino si trascinò nella sala capitolare del convento e pregò davanti all'immagine del Crocifisso. Vinto dal sonno, vide Gesù scendere dalla croce e guarirgli la gamba. Al mattino il medico non trovò traccia del male e la notizia della guarigione si diffuse rapidamente in città.
Morì a Forlì il 1º maggio 1345, stremato dalla febbre, quasi ottantenne. Ai suoi funerali accorse una grande folla e i racconti parlano di malati che in quell'occasione furono guariti. Il suo corpo riposa nella chiesa dei Servi a Forlì e la città lo venera come suo compatrono. Con la diffusione dell'Ordine il suo culto si estese in Italia e nel mondo.
Il 15 aprile 1609 papa Paolo V approvò il culto che gli era tributato da lungo tempo e gli concesse il titolo di beato; Benedetto XIII lo proclamò santo il 27 dicembre 1726. Nell'iconografia appare per lo più sostenuto da angeli, con Cristo che si stacca dalla croce per risanarlo.