San Pasquale Baylon

Frate · 1540-1592

Religioso, fratello francescano, patrono dei congressi eucaristici

San Pasquale Baylon fu un pastore spagnolo che divenne frate laico francescano e trascorse tutta la vita nei semplici servizi del convento. Divenne noto per il suo grande amore verso il Santissimo Sacramento ed è patrono dei congressi e delle opere eucaristiche. La Chiesa lo ricorda il 17 maggio.

Nacque il 16 maggio 1540 a Torrehermosa, in Aragona, da una famiglia povera. Era il giorno di Pentecoste, che in Spagna veniva chiamata Pascua, e da qui viene il suo nome. Dai sette ai ventiquattro anni fece il pastore di pecore. Non andò a scuola, ma imparò da solo a leggere sui libri di preghiera. Un agiato proprietario presso cui lavorava voleva adottarlo e farne il suo erede, ma Pasquale rifiutò, perché desiderava diventare francescano.

A diciotto anni chiese di essere accolto nel convento di Santa Maria di Loreto, appartenente ai francescani della riforma di san Pietro d'Alcantara, detti alcantarini. Allora non fu accettato, forse per la giovane età. Entrò nell'ordine nel 1564. Benché i superiori lo esortassero a ricevere gli ordini sacri, rimase frate laico fino alla fine della vita, perché si riteneva indegno del sacerdozio. Rifiutava gli incarichi importanti e sceglieva i lavori più umili; fu tra l'altro portinaio nei conventi di Xàtiva e di Valencia.

Il centro della sua vita era l'Eucaristia. Trascorreva ogni momento libero in adorazione del Santissimo Sacramento, e i confratelli raccontavano delle estasi in cui cadeva durante la preghiera. Nel 1576 il provinciale lo mandò con documenti importanti dal ministro generale dell'ordine a Parigi. Il viaggio attraverso la Francia, dilaniata dalle guerre di religione, era pericoloso: i calvinisti lo picchiarono, lo derisero e lo insultarono, e a Orléans, dopo un'accesa disputa sulla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, fu quasi lapidato.

Pur non avendo quasi alcuna istruzione, molti venivano da lui per consiglio, e i confratelli stimavano la sua sapienza nelle cose della fede. Tornato dalla Francia, mise per iscritto una raccolta di affermazioni sulla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e sull'autorità del papa; veniva chiamato serafino dell'Eucaristia. Sfinito dai digiuni e dalle mortificazioni, morì dopo aver ricevuto la Comunione il 17 maggio 1592 nel convento di Villarreal, presso Valencia, di nuovo nel giorno di Pentecoste. Secondo la tradizione, durante il suo funerale, al momento dell'elevazione, aprì gli occhi per adorare ancora una volta Cristo.

Papa Paolo V lo beatificò il 29 ottobre 1618 e Alessandro VIII lo iscrisse tra i santi il 16 ottobre 1690. Nel 1897 papa Leone XIII lo proclamò patrono dei congressi e delle opere eucaristiche. Il suo culto si sviluppò soprattutto in Spagna e nell'Italia meridionale e da lì giunse in America centrale e meridionale.