San Martino di Tours

Vescovo · † 397

Vescovo, già soldato, monaco, evangelizzatore delle campagne della Gallia

San Martino di Tours fu un soldato che divenne monaco e poi vescovo, ed è tra i santi più venerati d'Europa. È ricordato soprattutto come colui che donò a un povero la metà del suo mantello. La Chiesa lo ricorda l'11 novembre, giorno della sua sepoltura.

Nacque a Sabaria in Pannonia, l'odierna Szombathely in Ungheria, da una famiglia pagana. L'anno della sua nascita non si può stabilire con precisione; si indica per lo più il 316 o il 317. Suo padre era un militare e avviò il figlio sulla stessa strada. Secondo Sulpicio Severo, che fece visita a Martino e ne scrisse la vita, il ragazzo crebbe a Pavia e, contro la volontà dei genitori, si iscrisse tra i catecumeni. Da giovane soldato fu mandato in Gallia.

Lì, alle porte di Amiens, durante un inverno rigido, incontrò un mendicante intirizzito dal freddo. Tagliò in due con la spada il suo mantello militare e ne diede metà al povero. La notte seguente, come racconta Sulpicio, vide in sogno Cristo avvolto in quella metà del mantello, che diceva agli angeli che era stato Martino, ancora catecumeno, a rivestirlo. Poco dopo ricevette il battesimo. Per quanto tempo sia rimasto ancora nell'esercito, le fonti lo riferiscono in modo diverso.

Lasciato il servizio, si recò a Poitiers dal vescovo Ilario, avversario dell'arianesimo, che lo accolse tra il suo clero. Quando Ilario fu mandato in esilio, Martino visse da eremita, tra l'altro sull'isola Gallinara, davanti alla costa ligure. Dopo il ritorno del vescovo si stabilì a Ligugé, presso Poitiers, dove intorno al 361 si raccolsero attorno a lui dei discepoli. Quella comunità è considerata il più antico monastero conosciuto in Europa.

Nel 371 i cristiani di Tours lo acclamarono loro vescovo, benché egli facesse resistenza. Rimase monaco: prese dimora a Marmoutier, un monastero da lui fondato non lontano dalla città. Per oltre un quarto di secolo annunciò il Vangelo agli abitanti delle campagne della Gallia, fondò monasteri e parrocchie, formò e riconciliò il clero. I poveri, i malati e i carcerati trovarono in lui un difensore.

Nel 397 si recò a Candes per riconciliare il clero del luogo, che era in discordia. Ristabilita la concordia, fu colto dalla febbre. Ai discepoli che lo supplicavano di non lasciarli rispose con una preghiera: se era ancora necessario al popolo di Dio, non rifiutava la fatica. Volle morire disteso sul cilicio e sulla cenere. Morì l'8 novembre 397; il suo corpo fu portato a Tours e sepolto l'11 novembre.

Martino è venerato come santo fin dall'antichità, senza una canonizzazione formale. È tra i primi santi dell'Occidente a essere onorati senza aver subito il martirio. La sua tomba a Tours attirò i pellegrini e il suo culto si diffuse in tutta l'Europa. Benedetto XVI lo ha ricordato nell'enciclica Deus caritas est come modello della testimonianza personale della carità. Nel 1996, in occasione del milleseicentesimo anniversario della sua morte, Giovanni Paolo II celebrò la Messa a Tours e lo chiamò uno dei fondatori del monachesimo d'Occidente.