San Marco Evangelista
Evangelista
Evangelista, discepolo e interprete di Pietro, collaboratore di Paolo
San Marco Evangelista è l'autore del secondo Vangelo, discepolo e interprete di san Pietro e collaboratore di san Paolo. La Chiesa celebra la sua festa il 25 aprile.
Gli Atti degli Apostoli lo chiamano Giovanni detto Marco: Giovanni era il suo nome ebraico, Marco quello latino. Sua madre Maria aveva a Gerusalemme una casa in cui i primi cristiani si riunivano in preghiera e nella quale Pietro si recò dopo essere stato liberato dal carcere. Marco era cugino di Barnaba. Non fu tra i discepoli che seguivano Gesù. Alcuni lo riconoscono nel ragazzo che, secondo il suo Vangelo, fuggì dall'orto degli ulivi nella notte dell'arresto di Gesù, ma si tratta solo di un'ipotesi.
Barnaba e Paolo lo condussero da Gerusalemme ad Antiochia e poi, come aiutante, nel primo viaggio missionario a Cipro. A Perge di Panfilia Marco si separò da loro e tornò a Gerusalemme. Prima del secondo viaggio Barnaba voleva prenderlo di nuovo con sé, ma Paolo si oppose; ne nacque un aspro dissenso e Barnaba salpò con Marco per Cipro. Benedetto XVI vide in questo contrasto un segno che i santi non sono caduti dal cielo e che la santità cresce nella conversione, nella riconciliazione e nel perdono. Più tardi Paolo nomina Marco nelle sue lettere tra i suoi collaboratori e nella Seconda Lettera a Timoteo chiede che glielo conducano, perché gli è utile per il ministero.
La Prima Lettera di san Pietro, scritta da Roma, che vi è chiamata Babilonia, porta i saluti di Marco, che l'apostolo chiama suo figlio. Papia, autore del II secolo la cui testimonianza è stata conservata da Eusebio di Cesarea, scrisse che Marco era stato l'interprete di Pietro e aveva messo per iscritto con cura ciò che ricordava del suo insegnamento. Il Papa Paolo VI vedeva nel Vangelo di Marco la catechesi di Pietro predicata a Roma e messa per iscritto: breve, semplice e ricca dei particolari vivaci di un testimone oculare. Il simbolo dell'evangelista è il leone.
Secondo un'antica tradizione, tramandata tra gli altri da Eusebio, Marco annunciò il Vangelo in Egitto e fondò la Chiesa di Alessandria. Lo stesso giorno il Martirologio Romano ricorda il suo successore su quella sede, sant'Aniano. La data della morte di Marco non è nota con certezza. Gli Atti di Marco, redatti nel IV secolo, narrano che subì il martirio ad Alessandria, trascinato per le vie della città; le fonti più antiche ne tacciono.
Secondo la tradizione, nell'828 alcuni mercanti veneziani portarono il suo corpo da Alessandria a Venezia, dove le reliquie del santo sono venerate nella basilica a lui dedicata; Marco è il patrono della città. Nel 1968, mentre si celebrava il diciannovesimo centenario della sua morte, il Papa Paolo VI consegnò una reliquia del santo alla Chiesa copta per la nuova cattedrale del Cairo e definì questo gesto un nuovo legame tra la sede di Pietro e la sede di Marco. Marco è venerato nella Chiesa fin dall'antichità, molto prima che nascessero i processi di canonizzazione.