San Lorenzo O'Toole
Vescovo · † 1180
Vescovo di Dublino, abate di Glendalough, mediatore di pace tra i sovrani
San Lorenzo O'Toole, in irlandese Lorcán Ua Tuathail, fu abate di Glendalough e arcivescovo di Dublino. Rinnovò la vita della Chiesa in Irlanda e si adoperò per la pace negli anni in cui i cavalieri anglo-normanni entrarono nell'isola. Morì in Normandia, mentre si recava dal re d'Inghilterra. La Chiesa lo ricorda il 14 novembre.
Nacque intorno al 1128 nell'attuale contea di Kildare; la data esatta non è certa. Suo padre regnava su uno dei piccoli regni del Leinster, e la bolla di canonizzazione chiama Lorenzo figlio di un re e di una regina d'Irlanda. Da bambino fu consegnato come ostaggio al re del Leinster Dermot MacMurrough, che in un primo tempo lo trattò duramente. In seguito fu affidato alla comunità monastica di Glendalough, fondata da san Kevin. Lì fu istruito e lì decise di restare.
A venticinque anni divenne abate di Glendalough. Si prendeva cura dei poveri e distribuiva loro il cibo. Non accettò il vescovado di Glendalough che gli era stato offerto, ma dopo la morte dell'arcivescovo Gregorio fu scelto come arcivescovo di Dublino. Ricevette la consacrazione episcopale nel 1162 dalle mani dell'arcivescovo di Armagh. Chiamò nella cattedrale i canonici regolari di sant'Agostino e ne condivise egli stesso la vita. Sotto le vesti episcopali portava il cilicio, e per il digiuno e la preghiera tornava all'eremo di san Kevin a Glendalough.
Nel 1170 le truppe di Dermot MacMurrough e del conte anglo-normanno Riccardo de Clare, detto Strongbow, giunsero sotto Dublino. Gli abitanti scelsero l'arcivescovo come mediatore, ma la città fu presa mentre le trattative erano ancora in corso. Lorenzo allora soccorse la popolazione. Negli anni seguenti fece da mediatore tra i sovrani irlandesi e il re d'Inghilterra Enrico II. Nel 1175, come inviato del re Rory O'Connor, prese parte alla conclusione del trattato di Windsor.
Nel 1179 partecipò al Concilio Lateranense III, e papa Alessandro III lo nominò suo legato in Irlanda. Al ritorno si adoperò, nel sinodo di Clonfert, per la disciplina del clero e dei laici.
Nel 1180 si recò in Inghilterra per intercedere presso Enrico II a favore del re O'Connor. Il re non volle parlare con lui, non gli permise di tornare in Irlanda e partì per la Normandia. L'arcivescovo lo seguì, ma durante il viaggio si ammalò. Lo accolsero i canonici dell'abbazia di Santa Maria a Eu. Lì morì il 14 novembre 1180 e lì fu sepolto.
Presso la sua tomba si cominciò presto a parlare di guarigioni. L'arcivescovo e il capitolo di Rouen, insieme all'abate e ai canonici di Eu, chiesero al papa la sua canonizzazione. Onorio III ordinò di esaminare la sua vita e i suoi miracoli e, con una bolla data a Rieti l'11 dicembre 1225, lo iscrisse nel catalogo dei santi e fissò la sua festa al 14 novembre. Nella bolla ricordò la sua preghiera assidua, la sua severità verso se stesso e la sua generosa elemosina. La sua tomba nella collegiata di Eu è ancora oggi visitata dai pellegrini, e il cuore del santo è custodito nella cattedrale di Christ Church a Dublino. È patrono dell'arcidiocesi di Dublino.