San Lorenzo da Brindisi

Sacerdote · 1559-1619

Presbitero e dottore della Chiesa, predicatore, ministro generale dei Cappuccini

San Lorenzo da Brindisi fu un frate cappuccino, predicatore e teologo, conoscitore delle lingue e della Sacra Scrittura. Guidò il suo Ordine e riconciliò sovrani in contrasto tra loro. È dottore della Chiesa. La sua memoria ricorre il 21 luglio, vigilia dell'anniversario della sua morte.

Nacque il 22 luglio 1559 a Brindisi, in Puglia, e si chiamava Giulio Cesare Russo. Perse presto il padre. La madre lo affidò ai Frati Minori Conventuali della sua città, e in seguito si trasferì a Venezia, dove conobbe i Cappuccini. Nel 1575 entrò nel loro Ordine nella provincia veneta e prese il nome di Lorenzo.

Studiò filosofia e teologia, tra l'altro a Padova, e dedicò ogni momento libero allo studio delle lingue. Oltre all'italiano e al latino apprese il greco, l'ebraico e il siriaco, e anche il francese e il tedesco. Conosceva così bene la Sacra Scrittura e la letteratura rabbinica che, secondo Benedetto XVI, perfino i rabbini lo trattavano con stima. Subito dopo l'ordinazione sacerdotale cominciò a predicare e rimase un predicatore instancabile quasi fino alla morte.

Nell'Ordine fu professore di teologia, maestro dei novizi, ministro provinciale e definitore generale, e dal 1602 al 1605 ministro generale dei Cappuccini. Portò l'Ordine nei paesi dell'Europa centrale, fondando conventi tra l'altro a Praga, Vienna e Graz, e guidò i frati in Austria, Boemia, Baviera e Tirolo. In Germania si rivolse ai cristiani che avevano aderito alla Riforma e difese la dottrina cattolica sul primato di Pietro, sulla giustificazione e sulla necessità delle opere buone.

Nel 1601 fu cappellano dell'esercito imperiale che combatteva contro i Turchi in Ungheria, presso Székesfehérvár. Secondo la lettera apostolica di Giovanni XXIII, innalzando la croce infiammò i soldati cristiani alla battaglia, ed essi riportarono una splendida vittoria. Papi e principi cattolici lo inviarono in missione per comporre contese e rafforzare la concordia tra gli Stati d'Europa, minacciati dall'Impero ottomano.

I suoi scritti, raccolti in oltre quindici volumi, comprendono un commento al Libro della Genesi, numerose prediche, una raccolta di prediche sulla Madre di Dio chiamata Mariale e tre volumi di polemica contro il luteranesimo. Benedetto XVI sottolineava che egli presentava la storia della salvezza incentrata sull'Incarnazione, sosteneva l'Immacolata Concezione di Maria e insegnava l'azione dello Spirito Santo nella vita dei credenti. Egli stesso trascorreva lunghe ore in preghiera e celebrava la Messa con grande devozione e senza fretta.

Nonostante la salute malferma intraprese un'ultima missione: a nome degli abitanti di Napoli, vessati dalle autorità locali, si recò dal re di Spagna Filippo III. Morì a Lisbona il 22 luglio 1619, nel giorno del suo sessantesimo compleanno. Pio VI lo beatificò nel 1783 e Leone XIII lo canonizzò nel 1881. Nel 1959, nel quarto centenario della nascita, Giovanni XXIII lo proclamò dottore della Chiesa; è chiamato Dottore apostolico.