
San Gregorio Nazianzeno
Vescovo
Vescovo, dottore della Chiesa, detto il Teologo
San Gregorio nacque ad Arianzo, vicino a Nazianzo, in Cappadocia. Entrambi i genitori, Gregorio e Nonna, sono stati annoverati tra i santi. Studiò a Cesarea, ad Alessandria e ad Atene, dove strinse amicizia con san Basilio e con Giuliano l'Apostata. Tornato a Nazianzo, fu battezzato dal padre e cominciò a condurre una vita molto pia.
Nel 358 raggiunse san Basilio nel suo eremo del Ponto, dove rimase fino al giorno in cui il padre, vescovo di Nazianzo, lo richiamò presso di sé e, contro la sua volontà, lo ordinò sacerdote. Allora, però, non ricevette alcuna diocesi. Nel 372 san Basilio lo nominò vescovo della piccola città di Sasima. Nel 381 fu nominato vescovo di Costantinopoli, incarico che mantenne appena un mese, dopo di che si dimise. Trascorse il resto della vita in un monastero. Morì nel 390.
La memoria di san Gregorio si celebra insieme a quella di san Basilio. Come sulla terra li univa l'amicizia, così dopo la morte li unisce una medesima gloria. Gregorio fu un grande teologo, umanista e poeta. La sua eredità letteraria è molto ricca. In primo luogo vanno ricordati i suoi discorsi, quarantacinque dei quali sono giunti fino ai nostri giorni. Il suo epistolario doveva essere un tempo assai vasto, se ancora oggi se ne sono felicemente conservate ben 245 lettere. Gregorio divenne inoltre celebre come uno dei più grandi poeti della Chiesa d'Oriente. Si sono salvati ben 507 suoi componimenti poetici. In essi canta i misteri della fede, le proprie esperienze personali, gli slanci mistici e gli avvenimenti del suo tempo. È patrono dei basiliani e dei poeti.