San Giovanni Nepomuceno

Sacerdote · † 1393

Presbitero e martire, vicario generale a Praga, patrono della Boemia

San Giovanni Nepomuceno fu sacerdote dell'arcidiocesi di Praga e vicario generale dell'arcivescovo di Praga. Nel 1393, per ordine del re Venceslao IV, fu sottoposto a tortura e annegato nella Moldava. La Chiesa lo venera come martire e il Martirologio Romano lo ricorda il 20 marzo, giorno della sua morte.

Nacque a Pomuk, l'odierna Nepomuk, presso Plzeň in Boemia. L'anno della sua nascita non è noto: le fonti indicano date diverse, dal 1330 al 1350 circa. Lavorò come notaio nella cancelleria arcivescovile di Praga, fu parroco della chiesa di San Gallo a Praga e canonico. Studiò diritto a Praga e a Padova, dove nel 1387 conseguì il dottorato in diritto canonico. Nell'anno giubilare 1390 si recò in pellegrinaggio a Roma.

L'arcivescovo Giovanni di Jenštejn lo nominò suo vicario generale, cioè il suo più stretto collaboratore nel governo dell'arcidiocesi. Era allora in corso un'aspra contesa tra l'arcivescovo e il re Venceslao IV. Quando nel 1393 morì l'abate del monastero di Kladruby, il re voleva trasformare l'abbazia in un nuovo vescovado e affidarlo a un uomo di sua fiducia. I monaci elessero però un nuovo abate e Giovanni, secondo il diritto della Chiesa, confermò senza indugio l'elezione.

Il re, adirato, fece imprigionare Giovanni e alcuni altri collaboratori dell'arcivescovo. Furono sottoposti a tortura; Giovanni Paolo II scrisse che il sovrano vi prese parte di persona. Gli altri cedettero, Giovanni non si piegò. Nella notte del 20 marzo 1393 fu gettato nella Moldava dal ponte di Praga oggi chiamato Ponte Carlo. Il Martirologio Romano riferisce che era ancora vivo. Il corpo, recuperato dal fiume, fu sepolto dapprima nella chiesa della Santa Croce e poi nella cattedrale di San Vito, dove si trova ancora oggi la sua tomba.

In quello stesso anno l'arcivescovo, in una querela presentata al papa, lo chiamò santo martire. Alcuni decenni più tardi si cominciò a raccontare che Giovanni era morto perché non aveva voluto rivelare al re ciò che la regina aveva confessato. Le fonti contemporanee ai fatti parlano della contesa per l'abbazia e non della confessione, ma fu proprio questo racconto a plasmare il suo culto. La bolla di canonizzazione lo chiama martire del segreto della confessione. Giovanni Paolo II lo espresse così: il martire della libertà della Chiesa fu venerato anche come testimone del sigillo sacramentale.

Nel 1721 papa Innocenzo XIII lo proclamò beato e il 19 marzo 1729 Benedetto XIII lo canonizzò nella basilica di San Giovanni in Laterano. La ricognizione delle reliquie, compiuta da una commissione di studiosi dal 1971 al 1973, confermò i segni delle torture sulle sue ossa.

San Giovanni Nepomuceno è patrono della Boemia e dell'arcidiocesi di Praga, e i fedeli lo invocano come protettore dei confessori e della buona confessione. Le sue statue si trovano presso i ponti e lungo i fiumi in Boemia, in Polonia e nei paesi vicini. In Boemia la sua festa si celebra il 16 maggio, mentre in Polonia lo si ricorda il 21 maggio.