San Davide

Reale

Re d'Israele e profeta, salmista, antenato di Cristo

San Davide fu re d'Israele e profeta, un pastore di Betlemme che Dio scelse per governare il suo popolo. Dalla sua stirpe, come proclama il Vangelo, nacque Gesù Cristo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 29 dicembre.

La sua storia è narrata nei Libri di Samuele e all'inizio del Primo Libro dei Re. Non conosciamo le date della sua vita. Il Martirologio, nell'annuncio del Natale, colloca la sua unzione a re circa mille anni prima della venuta di Cristo. Davide era il figlio più giovane di Iesse di Betlemme e pronipote di Rut. Pascolava le pecore del padre quando il profeta Samuele venne, per ordine di Dio, a ungere un nuovo re. Samuele si sentì dire allora che l'uomo guarda ciò che appare agli occhi, mentre il Signore guarda il cuore, e unse il ragazzo fatto venire dal gregge.

Davide giunse alla corte del re Saul come colui che, suonando la cetra, dava sollievo al sovrano tormentato. Ancora giovane affrontò il filisteo Golia e lo vinse con la fionda e con una pietra, nel nome del Signore degli eserciti. Strinse amicizia con Gionata, figlio di Saul, ma i suoi successi suscitarono la gelosia del re. Dovette nascondersi a lungo e, pur avendo potuto per due volte uccidere Saul, non alzò la mano contro il consacrato del Signore.

Dopo la morte di Saul gli uomini di Giuda unsero Davide re a Ebron. Aveva allora trent'anni. Dopo più di sette anni lo riconobbero tutte le tribù d'Israele, e il suo regno durò in tutto quarant'anni. Conquistò la rocca di Sion, fece di Gerusalemme la capitale e, danzando davanti al Signore, vi trasportò l'Arca dell'Alleanza. Voleva costruire un tempio a Dio, ma per mezzo del profeta Natan si sentì dire che sarebbe stato Dio a costruire una casa a lui e che il suo trono sarebbe stato reso stabile per sempre. Il Tempio fu edificato soltanto da suo figlio Salomone.

La Sacra Scrittura non nasconde la sua caduta. Davide prese con sé Betsabea, moglie di Uria, e fece esporre Uria in battaglia a morte sicura. Quando il profeta Natan, con la parabola dell'unica pecorella del povero, gli mostrò la sua colpa, il re confessò di aver peccato contro il Signore. Il titolo del Salmo 51, la grande preghiera che invoca misericordia, lo collega proprio a quel momento. In seguito Davide fu addolorato più di tutto dalla ribellione e dalla morte del figlio Assalonne.

La tradizione attribuisce a Davide molti salmi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica lo chiama il re secondo il cuore di Dio e il primo profeta della preghiera ebraica e cristiana. Papa Francesco ha detto che Davide, santo e peccatore insieme, pregava in ogni circostanza e che la preghiera fu il filo che unì tutta la sua vita.

Prima di morire Davide consegnò il trono a Salomone. Fu sepolto nella Città di Davide, cioè a Gerusalemme. L'angelo Gabriele annunciò a Maria che suo Figlio avrebbe ricevuto il trono di Davide suo padre. Nel giorno di Pentecoste san Pietro chiamò Davide profeta che previde la risurrezione del Messia. Davide non fu mai canonizzato formalmente. La Chiesa lo venera come santo, al pari dei patriarchi e dei profeti dell'Antico Testamento.