San Carlo Borromeo

Vescovo · 1538-1584

Arcivescovo di Milano, cardinale

San Carlo Borromeo nacque nel 1538 in Italia. Si guadagnò la fama di uomo capace, intransigente, privo di senso dell'umorismo e di principi severi. Con ferrea coerenza si dedicò all'attuazione delle disposizioni del Concilio di Trento. Al tempo del ministero di Carlo Borromeo era pratica diffusa la vendita delle indulgenze e delle cariche ecclesiastiche. I monasteri erano in condizioni deplorevoli e «pieni di disordine», e il clero «pigro, ignorante e dissoluto». Borromeo compì numerose visite pastorali per ristabilire l'ordine. Le riforme conciliari che introduceva ebbero gravi conseguenze e più volte incontrarono resistenze. Per la sua inflessibilità e la sua durezza entrò in conflitto con le autorità civili ed ecclesiastiche e perfino con il papa.

Era convinto che la fonte degli abusi fosse l'ignoranza. Tra le sue iniziative più importanti vi fu l'istituzione di seminari e di associazioni dedicate alla formazione dei candidati alla vita religiosa. L'insistenza su un'adeguata preparazione degli uomini al sacerdozio doveva elevare il livello del clero. Sosteneva gli ordini religiosi e fondava confraternite per i laici. Fondò orfanotrofi e ricoveri per senzatetto, ragazze e donne. Durante le epidemie che scoppiarono più volte a Milano ordinava di aprire i granai e di distribuire cibo ai poveri. Confessava personalmente i malati e amministrava loro i sacramenti. Riuscì a far collaborare tutte le organizzazioni religiose. Usando i propri fondi e indebitandosi, cercava di sfamare fino a 70.000 persone al giorno. Durante un'epidemia di peste guidò a piedi scalzi una processione penitenziale per le vie della città.

Il lavoro intenso e i viaggi estenuanti ne indebolirono la salute. Morì all'età di 46 anni. Fu canonizzato nel 1610 da papa Paolo V.

Patrono delle suore borromee, delle diocesi di Lugano e di Basilea, dell'Università di Salisburgo, dei bibliotecari, degli istituti di catechetica, dei parroci e dei professori di seminario.