Beato Vincenzo Kadłubek
Vescovo · † 1223
Vescovo di Cracovia, cronista, monaco cistercense a Jędrzejów
Il beato Vincenzo Kadłubek, detto maestro Vincenzo, fu vescovo di Cracovia, autore della «Cronaca polacca» e, negli ultimi anni di vita, monaco cistercense a Jędrzejów. Il Martirologio Romano lo ricorda l'8 marzo, giorno della sua morte; in Polonia la sua memoria si celebra il 9 ottobre.
Nacque intorno alla metà del XII secolo, secondo la tradizione a Karwów, presso Opatów. L'anno di nascita non è noto: si indicano date comprese tra il 1150 e il 1160. Studiò a Cracovia e poi, probabilmente, all'estero. La sua erudizione e la sua conoscenza del diritto fanno pensare a Parigi e a Bologna, anche se le fonti non lo dicono espressamente. In un documento del 1189 porta già il titolo di magister, e per questo fu chiamato maestro Vincenzo.
Appartenne alla cerchia del duca Casimiro II il Giusto, che con ogni probabilità lo incoraggiò a mettere per iscritto la storia della patria. In seguito fu prevosto della collegiata di Sandomierz. Dopo la morte del vescovo Pełka, nel 1207, il capitolo di Cracovia lo elesse vescovo. Papa Innocenzo III confermò l'elezione nel 1208 e Vincenzo ricevette la consacrazione episcopale dall'arcivescovo di Gniezno Henryk Kietlicz.
Da vescovo sostenne la riforma della Chiesa in Polonia guidata dall'arcivescovo Kietlicz e prese parte ai sinodi. Nel 1215 partecipò al Concilio Lateranense IV e, al ritorno, ne applicò le decisioni nella sua diocesi. Sostenne i monasteri, soprattutto quelli cistercensi, e nel 1210 consacrò la chiesa dell'abbazia di Jędrzejów. Diffuse il culto di san Floriano. La tradizione gli attribuisce l'introduzione in Polonia dell'uso di tenere sempre accesa una lampada davanti al Santissimo Sacramento.
Nel 1218, con il consenso di papa Onorio III, rinunciò al vescovado ed entrò tra i cistercensi di Jędrzejów. Secondo la tradizione percorse la strada da Cracovia a piedi e scalzo. Le ragioni di questa decisione non sono note; gli autori antichi vi videro un atto di umiltà. Jan Długosz annotò che Vincenzo prese l'abito, emise i voti religiosi e per cinque anni visse nel monastero in modo austero e devoto.
La «Cronaca polacca», in latino Chronica Polonorum, è composta di quattro libri. I primi tre hanno la forma di un dialogo tra l'arcivescovo di Gniezno Giovanni e il vescovo di Cracovia Matteo. L'opera narra la storia della Polonia dalle origini leggendarie fino al 1202 e fu fonte di conoscenza per i cronisti successivi, tra cui Jan Długosz. San Giovanni Paolo II ricordò a Sandomierz che maestro Vincenzo fu il primo polacco a mettere per iscritto la storia della nazione.
Morì a Jędrzejów l'8 marzo 1223 e fu sepolto nella chiesa dell'abbazia, davanti all'altare maggiore. Presso la sua tomba si sviluppò con il tempo un culto che dura fino a oggi. Papa Clemente XIII confermò questo culto il 18 febbraio 1764, atto che viene considerato la sua beatificazione. Le reliquie del beato riposano a Jędrzejów. È patrono delle diocesi di Sandomierz e di Kielce.