Beato Vicente Vilar David
Martire · 1889-1937
Martire, ingegnere e industriale di Manises, sposo, catechista
Il beato Vicente Vilar David era un ingegnere e industriale spagnolo di Manises, presso Valencia, sposo e catechista, che nel lavoro si lasciò guidare dalla dottrina sociale della Chiesa. Morì per la fede nel 1937, durante la persecuzione religiosa in Spagna. La Chiesa lo ricorda il 14 febbraio.
Nacque il 28 giugno 1889 a Manises, ultimo degli otto figli di Justo Vilar e Carmen David, proprietari di una fabbrica di ceramiche. Frequentò le scuole a Manises e a Valencia e concluse gli studi a Barcellona nel 1914 con il titolo di ingegnere industriale, secondo la volontà del padre defunto.
Tornò a Manises e con tre fratelli diresse la fabbrica ereditata dal padre. Come direttore tecnico migliorò i metodi di lavoro e le formule degli smalti. Aiutava gli operai nelle necessità personali e familiari e si preoccupò anche di assicurare loro un sostegno nella malattia e nella vecchiaia. Quando due fratelli si opposero a questo modo di trattare i dipendenti, preferì lasciare la fabbrica piuttosto che rinunciare ai suoi principi, e per un certo tempo visse nelle ristrettezze. In seguito aprì con alcuni soci un proprio stabilimento.
Il 30 novembre 1922 sposò Isabel Rodes Reig, che condivideva il suo impegno nella vita della parrocchia. Dal 1923 al 1930 fu vicesindaco di Manises. Il parroco lo chiamava il suo braccio destro. Vicente insegnava il catechismo ai bambini, apparteneva alla Confraternita del Santissimo Sacramento e sosteneva il seminario. Quando nel 1931 l'insegnamento della religione fu proibito nelle scuole spagnole, aiutò a istituire a Manises il Patronato di Azione Sociale, che si occupò dell'educazione cristiana dei giovani.
Quando nel 1936 scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa, non cambiò condotta. Gli fu tolta la fabbrica e fu ridotto a semplice operaio, e la chiesa parrocchiale fu incendiata. Accolse sotto il suo tetto il parroco e comunità religiose cacciate dalle loro case. Non lo intimorì nemmeno l'uccisione del parroco. Alla moglie ripeteva che dovevano essere pronti al martirio.
La sera del 14 febbraio 1937, prima domenica di Quaresima, fu arrestato insieme alla moglie e condotto davanti al comitato rivoluzionario. Fu accusato di avere aiutato la Chiesa. Alla proposta di negare le accuse e salvarsi la vita rispose che la sua gloria più grande era essere ciò che era e che non avrebbe negato la verità. La moglie fu rilasciata, e a lui spararono mentre veniva condotto in carcere. Steso a terra, invocava Dio e disse ai suoi uccisori che non solo li perdonava, ma voleva loro bene. Poco dopo fu ucciso.
La sua morte scosse tutta Manises. A piangerlo furono soprattutto gli operai, che vedevano in lui un padre. Giovanni Paolo II beatificò Vicente il 1º ottobre 1995 in piazza San Pietro, tra 110 nuovi beati. Tra i 45 martiri della Spagna elevati quel giorno agli onori degli altari era l'unico laico. Il papa disse allora che Vicente aveva coronato con il martirio una vita dedicata a Dio, al prossimo e alla giustizia nel mondo del lavoro.