
Beato Giuseppe Tovini
Laico · 1841-1897
Laico, avvocato di Brescia, padre di famiglia, fondatore di scuole cattoliche
Il beato Giuseppe Antonio Tovini fu un avvocato italiano di Brescia, marito e padre di dieci figli, terziario francescano. Fondò scuole, periodici e banche cattoliche, perché le opere della Chiesa avessero un sostegno indipendente e i poveri l'accesso al credito. La Chiesa lo ricorda il 16 gennaio.
Nacque il 14 marzo 1841 a Cividate Camuno, in provincia di Brescia, primo di sette fratelli. Studiò nel collegio municipale di Lovere e, quando alla famiglia vennero a mancare i mezzi, ottenne un posto gratuito nel collegio per giovani poveri fondato a Verona da don Nicola Mazza. Nel 1859 morì suo padre e il mantenimento dei fratelli minori ricadde su di lui. Studiò giurisprudenza a Padova, lavorando nello stesso tempo in uno studio legale, e si laureò nel 1865 a Pavia.
Cominciò a lavorare a Lovere, in uno studio legale e come insegnante nel collegio del luogo. Nel 1867 si trasferì a Brescia, nello studio dell'avvocato Giordano Corbolani. Dal 1871 al 1874 fu sindaco della natia Cividate e si adoperò per una linea ferroviaria che collegasse la Val Camonica con Brescia. Il 6 gennaio 1875 sposò Emilia, figlia di Corbolani. Ebbero dieci figli; uno dei figli divenne sacerdote e due figlie religiose.
Nel 1878 fu tra i fondatori, a Brescia, del quotidiano «Il Cittadino di Brescia» e assunse la guida del comitato diocesano dell'Opera dei Congressi, l'organizzazione nazionale dei cattolici italiani. Come consigliere provinciale e comunale difese la causa dei più poveri. Sostenne le casse rurali, nel 1888 fondò a Brescia la Banca San Paolo e nel 1896 a Milano il Banco Ambrosiano.
Ciò che gli stava più a cuore era però la scuola. Soleva dire: «Le nostre Indie sono le nostre scuole», e in un congresso affermò: «I nostri figli senza la fede non saranno mai ricchi, con la fede non saranno mai poveri». Difese l'insegnamento della religione e la libertà d'insegnamento. Nel 1882 fondò a Brescia l'asilo San Giuseppe e un collegio, e nel 1893 la rivista per gli insegnanti «Scuola Italiana Moderna» e il settimanale «La Voce del Popolo».
La forza per questo lavoro la attingeva, come ricordò Giovanni Paolo II, dall'Eucaristia, dalla meditazione e dalla devozione alla Vergine. Da anni di salute cagionevole, morì a Brescia il 16 gennaio 1897, a 55 anni. Verso la fine della vita visse con lui e lo assistette il suo figlioccio Mosè Tovini, poi sacerdote, beatificato nel 2006. Nel 1922 la salma di Giuseppe Tovini fu traslata nella chiesa di San Luca a Brescia, dove riposa tuttora.
Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 20 settembre 1998 nello stadio di Brescia, durante la Messa che chiudeva il centenario della nascita di Paolo VI. Ricordò allora che il futuro papa era nato nell'anno della morte di Tovini e aveva sentito parlare delle sue opere dal padre e dagli amici di famiglia. Chiamò Tovini un grande apostolo sociale, che seppe dare speranza a quanti erano privi di voce.