
Beato Giacomo Strepa
Vescovo · † 1409
Vescovo, francescano, patrono dell'arcidiocesi di Leopoli
Il beato Giacomo Strepa, noto anche come Jakub Strzemię, fu francescano, missionario in Rutenia e arcivescovo di Halicz. È ricordato come un pastore che, nonostante la dignità episcopale, visse fino alla fine come un povero frate. Il Martirologio Romano lo ricorda il 20 ottobre, giorno della sua morte.
Nacque intorno al 1340 nel territorio della diocesi di Cracovia; la data e il luogo esatti non sono noti, e della sua famiglia e della sua giovinezza si sa poco. Da giovane entrò tra i francescani e si dedicò al lavoro missionario in Rutenia. Appartenne alla Società dei Frati Pellegrinanti per Cristo, nella quale francescani e domenicani annunciavano insieme il Vangelo in Rutenia e in Moldavia.
Dal 1385 al 1388 fu guardiano del convento della Santa Croce a Leopoli. In quel periodo contribuì a placare una contesa tra i cittadini e l'arcivescovo Bernardo. Nel 1391 papa Bonifacio IX lo nominò arcivescovo di Halicz. Giacomo ricevette l'ordinazione episcopale nel 1392 a Tarnów.
Assunse la guida di una vasta arcidiocesi, nella quale mancavano chiese e sacerdoti. La percorreva, fondava parrocchie e costruiva chiese, e chiamava francescani e domenicani al lavoro missionario. Egli stesso viveva con grande semplicità, abitava in una casa di legno e non abbandonò mai l'abito francescano. Risiedeva a Leopoli e si adoperò perché la sede arcivescovile vi fosse trasferita da Halicz, cosa che avvenne soltanto dopo la sua morte. Nel 1406 convocò il primo sinodo della sua arcidiocesi.
Nutriva una particolare devozione per il Santissimo Sacramento e per la Madre di Dio. Dispose che davanti al tabernacolo ardesse sempre una lampada, cosa che allora non era ancora un'usanza comune, e promosse l'adorazione dell'Eucaristia. Si prese cura dell'ospedale di Leopoli e di un ricovero per i poveri. Fu anche tra i consiglieri di fiducia del re Ladislao Jagellone e della santa regina Edvige.
Morì a Leopoli il 20 ottobre 1409. Secondo il suo testamento fu sepolto nel coro della chiesa francescana della Santa Croce. Con il tempo il luogo della sepoltura cadde nell'oblio. La tomba fu ritrovata nel 1619: il defunto vi giaceva rivestito dei paramenti episcopali, sotto i quali si vedeva l'abito religioso. Gli abitanti di Leopoli veneravano Giacomo come protettore della città e presso le sue reliquie imploravano grazie.
Il processo di beatificazione fu avviato nel 1777. Papa Pio VI approvò il culto di Giacomo l'11 settembre 1790; san Giovanni Paolo II indicava quell'anno come data della sua beatificazione. Papa Pio X proclamò il beato patrono dell'arcidiocesi di Leopoli. Dopo la seconda guerra mondiale le reliquie furono portate da Leopoli in Polonia e nel 2009, nel seicentesimo anniversario della morte dell'arcivescovo, tornarono nella cattedrale di Leopoli.