Beato Ceslao

Sacerdote

Presbitero, tra i primi domenicani polacchi, patrono di Breslavia

Il beato Ceslao fu sacerdote e uno dei primi domenicani polacchi, priore del convento di Breslavia e provinciale dell'Ordine in Polonia. Il Martirologio Romano lo ricorda il 15 luglio e dice che operò per il regno di Dio in Slesia e in altre regioni della Polonia. È patrono di Breslavia.

Secondo la tradizione nacque intorno al 1180 a Kamień Śląski e proveniva dalla famiglia cavalleresca degli Odrowąż, e san Giacinto era suo parente, forse suo fratello. Della sua giovinezza si sa poco, e i racconti posteriori sui suoi studi a Praga, Parigi e Bologna sono incerti. Faceva parte del clero vicino al vescovo di Cracovia Ivo Odrowąż e, secondo quanto tramandato, fu custode della collegiata di Sandomierz.

Mentre si trovava a Roma con il vescovo Ivo, nel 1220 o 1221 entrò insieme a Giacinto nell'Ordine dei Predicatori e ricevette l'abito dalle mani dello stesso san Domenico. Presto i nuovi frati partirono per la Polonia per fondarvi conventi dell'Ordine e giunsero a Cracovia. La tradizione domenicana attribuisce a Ceslao la fondazione del primo convento domenicano di Praga, presso la chiesa di San Clemente.

Ceslao giunse poi a Breslavia, dove nel 1226 il vescovo Lorenzo affidò ai domenicani la chiesa di Sant'Adalberto. Fu priore di quel convento e all'inizio degli anni Trenta del XIII secolo fu eletto provinciale della provincia polacca dell'Ordine. Percorse la Slesia e la Polonia fondando nuove case, finché nel 1236 lasciò l'incarico e tornò a Breslavia, dove rimase fino alla fine della vita.

Nel 1241 i mongoli invasero la Slesia e incendiarono gran parte di Breslavia. Secondo il racconto di Jan Długosz, Ceslao pregò per la salvezza della città, e sopra di lui apparve una colonna di fuoco che atterrì gli invasori al punto che si ritirarono dalle mura. È un racconto della tradizione, ma proprio alla preghiera di Ceslao gli abitanti di Breslavia attribuirono la salvezza della loro città. Per questo viene raffigurato con un globo di fuoco o una colonna di fuoco.

Morì a Breslavia intorno al 1242 e fu sepolto nella chiesa di Sant'Adalberto, dove le sue reliquie riposano in una cappella propria. Fu venerato come santo subito dopo la morte, e papa Clemente XI ne confermò il culto nel 1713. Nel 1963 Paolo VI lo proclamò patrono principale di Breslavia.