Beato Andrea di Phú Yên

Martire · † 1644

Martire, catechista laico in Vietnam, allievo di Alexandre de Rhodes

Il beato Andrea di Phú Yên fu un giovane catechista laico vietnamita e il primo martire della Chiesa in Vietnam. Fu ucciso nel 1644, a circa diciannove anni, perché non volle rinnegare la fede. La Chiesa lo ricorda il 26 luglio.

Nacque nel 1625 o nel 1626 nella provincia di Phú Yên, nel territorio dell'attuale diocesi di Qui Nhơn. Fu educato dalla madre vedova, Giovanna. Era un ragazzo di salute cagionevole, ma intelligente e incline al bene. Su insistente richiesta della madre il gesuita Alexandre de Rhodes, missionario in Cocincina, lo accolse tra i suoi allievi, e Andrea superò presto gli altri nello studio della scrittura cinese.

A circa quindici anni ricevette il battesimo insieme alla madre. L'anno seguente padre de Rhodes lo accolse tra i suoi collaboratori. Dopo un'ulteriore formazione Andrea entrò nell'associazione dei catechisti chiamata Casa di Dio (Maison Dieu), i cui membri si impegnavano a dedicare tutta la vita al servizio del Vangelo e ad aiutare i missionari. Si distingueva per l'umiltà e per la cura dei malati. Padre de Rhodes scrisse di lui di non aver mai incontrato un novizio o un religioso così diligente e così puro nei pensieri.

In quel tempo le autorità cominciarono a vietare la diffusione del cristianesimo e a perseguitare soprattutto i catechisti locali. Il 25 luglio 1644 i soldati catturarono Andrea. Percosso e legato, fu condotto davanti al governatore della città, che cercò di distoglierlo dalla fede. Andrea rispose di essere cristiano e pronto a sopportare i supplizi per conservare la fede, e che essere torturato e morire per essa era per lui la gloria più grande. Fu condannato a morte.

La sera del giorno seguente, il 26 luglio 1644, fu condotto per le vie della città di Kẻ Chàm al luogo del supplizio. Lo seguiva una folla che ammirava il suo coraggio e la sua gioia. Andrea esortava i cristiani a restare saldi nella fede, a non rattristarsi per la sua morte e a sostenerlo con la preghiera. Avanzando verso il martirio ripeteva le parole: «Rendiamo al nostro Dio amore per amore, rendiamo vita per vita». Fu trafitto con una lancia e poi decapitato. Prima del colpo finale invocò a gran voce il nome di Gesù.

Il corpo del martire fu portato a Macao e lì sepolto con venerazione, e sei mesi dopo vi ebbe inizio il processo canonico. Padre de Rhodes descrisse la sua morte in un libro pubblicato a Parigi nel 1653. Giovanni Paolo II lo beatificò il 5 marzo 2000 in piazza San Pietro, insieme ad altri quarantatré servi di Dio, e lo indicò come modello alla Chiesa del Vietnam. Papa Francesco lo ha ricordato tra i giovani santi nell'esortazione Christus vivit e Leone XIV, nel 2025, nel 400º anniversario della sua nascita, lo ha chiamato patrono dei catechisti.