
Beato Agostino Kažotić
Vescovo · † 1323
Vescovo di Zagabria e di Lucera, domenicano, protettore dei poveri
Il beato Agostino Kažotić fu un domenicano di Traù (Trogir), in Dalmazia, vescovo di Zagabria e, alla fine della vita, vescovo di Lucera nell'Italia meridionale. I contemporanei lo stimavano per la santità della vita e la dottrina, e anche come predicatore. La Chiesa lo ricorda il 3 agosto.
Nacque a Traù intorno al 1260; la data esatta non è nota. Proveniva da una delle più insigni famiglie nobili della città. Da giovane entrò nell'Ordine dei Predicatori e poi studiò all'Università di Parigi. In seguito insegnò nelle scuole domenicane e predicò in Francia, in Italia e in Croazia.
Nel 1303 papa Benedetto XI lo nominò vescovo di Zagabria. Kažotić convocò sinodi diocesani, rinnovò la liturgia secondo il rito zagabrese, introdusse la recita comune della Liturgia delle Ore da parte del capitolo della cattedrale e curò il canto liturgico. Partecipò al Concilio ecumenico di Vienne, che si tenne dal 1311 al 1312.
Gli stava particolarmente a cuore l'istruzione. Presso la cattedrale di Zagabria organizzò una scuola in cui si insegnavano le arti liberali e la teologia, e gli studenti poveri non dovevano pagare per gli studi. Difese inoltre i beni e i diritti della Chiesa contro i potenti, il che lo portò in conflitto con il re Carlo Roberto d'Angiò.
Intorno al 1318, come inviato dei vescovi, si recò da papa Giovanni XXII ad Avignone per esporre le difficoltà che il re causava alla Chiesa. Il sovrano lo considerò un atto ostile e gli vietò di tornare nella sua diocesi. Ad Avignone Kažotić scrisse due trattati teologici: uno sulle superstizioni e uno sui beni di Cristo e degli apostoli, cioè sulla povertà. Quando fu chiaro che non sarebbe tornato a Zagabria, il papa lo trasferì nel 1322 alla sede di Lucera, in Puglia. Il Martirologio Romano dice che vi ebbe grandissima cura dei poveri e dei bisognosi.
Morì a Lucera il 3 agosto 1323. Il suo corpo riposa nella cattedrale della città, e una parte delle reliquie in una cappella a lui dedicata nella cattedrale di Zagabria. Fu venerato subito dopo la morte: già nel 1325 Carlo, duca di Calabria, chiese al papa di canonizzarlo, e il messale zagabrese conteneva una Messa in suo onore. La Santa Sede ne confermò il culto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo.
Nel 1973, nel 650º anniversario della sua morte, Paolo VI ricevette i pellegrini di Zagabria e ricordò il suo zelo di predicatore e di vescovo, le sofferenze sopportate nel difendere la libertà della Chiesa, il suo amore per la Sede di Pietro e la sua devozione mariana: Kažotić volle che Lucera diventasse la città di Maria. In Croazia è venerato come il primo beato croato.