
Beata Marianna Biernacka
Laico · 1888-1943
Madre di famiglia e martire, diede la vita per la nuora incinta
La beata Marianna Biernacka fu una donna semplice di Lipsk sul Biebrza, moglie, madre e vedova, che durante l'occupazione tedesca andò incontro alla morte al posto della nuora incinta. Appartiene al gruppo dei 108 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale. Il Martirologio Romano la ricorda il 13 giugno.
Nacque nel 1888 a Lipsk, località che oggi si trova nel voivodato della Podlachia. Perse presto entrambi i genitori e non ricevette alcuna istruzione. Sposò Ludwik Biernacki e insieme condussero un'azienda agricola, che dovettero ricostruire più volte dopo le distruzioni della guerra. Diede alla luce sei figli, ma solo due giunsero all'età adulta: la figlia Leokadia e il figlio Stanisław. Rimase vedova prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.
Era conosciuta come una donna buona e cordiale, fedele alla Messa domenicale, al Rosario e al Piccolo Ufficio dell'Immacolata Concezione, che cantava in casa. Nel luglio 1939 Stanisław sposò Anna, e i giovani sposi andarono a vivere con Marianna. Anni dopo la nuora ricordava che vivevano in armonia e che la suocera era una donna buona.
La mattina del 1º luglio 1943 i tedeschi arrestarono a Lipsk diverse decine di abitanti. Nell'elenco c'erano Stanisław e Anna, che doveva partorire entro due settimane. Marianna supplicò il tedesco di risparmiare la nuora e si offrì al suo posto, dicendo: «Andrò io al posto suo». Il tedesco acconsentì. Insieme al figlio fu condotta nel carcere di Grodno.
Nei forti di Naumowicze, presso Grodno, i tedeschi la fucilarono insieme al figlio e ad altri abitanti di Lipsk; morirono allora circa cinquanta persone. Gli studi polacchi, basati sulle testimonianze, indicano la data del 13 luglio 1943; il decreto sul suo martirio riporta il 13 giugno 1943, e in quel giorno la ricorda il Martirologio Romano. Anna sopravvisse alla guerra e anni dopo raccontò di quella mattina.
Il decreto sul martirio fu promulgato il 26 marzo 1999; il suo nome figura nel titolo della causa accanto a quello dell'arcivescovo Antoni Julian Nowowiejski e di due sacerdoti. Giovanni Paolo II la beatificò il 13 giugno 1999 a Varsavia nel gruppo dei 108 martiri e nell'omelia parlò di lei come di una donna eroica che «volontariamente diede la vita in cambio della nuora incinta». La lettera apostolica fissò per tutto il gruppo il giorno 12 giugno. Nella diocesi di Ełk, a cui oggi appartiene Lipsk, è venerata come patrona delle suocere, delle nuore e delle vedove.