Beata Bernardina Jabłońska
Suora · 1878-1940
Vergine, cofondatrice e superiora generale delle Suore Albertine
La beata Bernardina Jabłońska fu figlia spirituale e collaboratrice di sant'Alberto Chmielowski, cofondatrice delle Suore Albertine e loro superiora generale fino alla morte. Dedicò la vita ai poveri, ai senzatetto e ai malati. La Chiesa la ricorda il 23 settembre.
Maria Jabłońska nacque il 5 agosto 1878 a Pizuny, vicino a Narol, da Grzegorz e Maria Roman, e il giorno seguente fu battezzata a Lipsko. Quando aveva quindici anni le morì la madre. La ragazza cercò allora il silenzio, pregava a lungo davanti al Santissimo Sacramento, leggeva le vite dei santi e desiderava la vita religiosa.
Il 13 giugno 1896, alla festa di sant'Antonio a Horyniec, incontrò fratel Alberto e chiese di essere accolta nella sua comunità. Il padre si oppose, così in agosto lasciò di nascosto la casa e fu accolta nell'eremo delle Albertine a Bruśno. Fu mandata a lavorare a Cracovia, dove per la prima volta si trovò di fronte alla miseria umana. Il 3 giugno 1897 ricevette l'abito e il nome di Bernardina.
I primi anni portarono una dura lotta interiore. Sognava una vita contemplativa nel silenzio, voleva perfino andarsene, era tormentata da dubbi e scrupoli. Fratel Alberto redasse per lei un atto di offerta a Gesù: in esso si offriva per tutti i dubbi, le aridità e le sofferenze, senza volere nulla in cambio, né ora né dopo la morte. Lo firmò il Sabato Santo, 1º aprile 1899, e da allora si donò interamente a Cristo e al servizio dei poveri.
Il 7 aprile 1902 fratel Alberto nominò Bernardina, che non aveva ancora ventiquattro anni, «sorella maggiore», cioè superiora generale. Nello stesso anno la sede della superiora e il noviziato furono trasferiti nell'eremo di Kalatówki, presso Zakopane. Insieme a fratel Alberto fondava ospizi per i malati e per i senzatetto a causa della guerra. Dopo la sua morte, nel 1916, mise per iscritto le sue indicazioni come regola ed elaborò le costituzioni, che l'arcivescovo di Cracovia approvò nel 1926. I capitoli generali la elessero superiora fino alla morte.
Il suo motto erano le parole «Donare, eternamente donare», e ripeteva spesso: «Il dolore del prossimo è il mio dolore». Insegnava alle suore a essere buone, indulgenti e misericordiose verso i poveri, i malati e i bambini, e a prendersi cura anche delle loro anime. Traeva forza dall'adorazione del Santissimo Sacramento, a volte fino a notte inoltrata, e dalla devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù. Per molti anni fu gravemente malata.
Morì a Cracovia il 23 settembre 1940, durante l'occupazione tedesca. La sua ultima raccomandazione alle suore furono le parole «Fate del bene a tutti». Fu sepolta nel cimitero Rakowicki e nel 1985 i suoi resti furono traslati nella chiesa dell'Ecce Homo, accanto alla casa generalizia delle Albertine a Cracovia. Giovanni Paolo II la beatificò il 6 giugno 1997 a Zakopane, insieme a Maria Karłowska, e la chiamò una santa di Zakopane, perché proprio qui, a Kalatówki, era maturata nella santità.